AUTORE Angela Aprile
"Verdi Colline in cuore"
Nel
soffuso chiaror della luna,
il paese, anticato, mi appare.
I riverberi delle stelle bambine,
son lumini, che splendore gli danno.
Verdi colline sergono; in sommità è il mio cuore,
che per sentieri e vicoli sente lessenza sua.
Natia memoria, di una stagione andata,
quando di pane a legna era il profumo.Bionde le spighe ondeggiano, anche se
son più rade;
e mandrie, lente, avanzano per dimorar alle stalle.
Coltri lanose scendono, dalla vallata erbosa;
mentre un pastore vigile, i loro passi, guida.
Il profumo di zolle e di mosto,
che nei tini, di vite fermenta,
mi ricorda quei bachi da seta,
che, curiosa, osservavo sui tralci.
Ciottoli e balaustre adorne di gerani;
e nei cortili, nonne con i rosari in mano.
Panni distesi, ai fili, come bandiere, al cielo;
e tetti sgretolati, dalla vetusta età.
Il rintocco, che sordo, mi giunge,
dalla torre del vecchio orologio,
la magia sa evocare del tempo,
che fanciulla speranzosa, ero io.
Inseguivo farfalle e chimere;
e damore, il mio principe, tu.
Larmonia e il tepor degli affetti,
fra pareti scrostate, racchiuso,
alitava emozioni e desii.
Già il digiuno presagivo damore;
e un bisogno, che nessuno capì.
Io ignoravo, che il mio cuore di donna,
per amore, crisalide, era, destinato a morir.
Contemplavo i tramonti, rapita;
acquarelli mi apparivano agli occhi.
E le rose che coglievo, fra i rovi,
mi, ferivano, come adesso, fai tu.
Io guardo lo spettacolo, che sa di tempo andato;
scorci di unaltra epoca, che porto dentro il cuore.
Memoria un po nostalgica; lirica per i sensi;
dove emozioni effluggono di sentimento vero.
Se il cuore tuo, schiudendosi, cogliesse la poesia,
e il fascino discreto, delle borgate antiche;
forse, percepirebbe i moti del mio animo;
frutti genuini e semplici, nati nella provincia;
legame indissolubile, alle radici mie.e
