Lettera aperta ai Parlamentari

26 ago 2003


COORDINAMENTO NAZIONALE
PICCOLI COMUNI ITALIANI


LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI ITALIANI


Gentilissimi Deputati e Senatori della Repubblica Italiana,


con la ripresa dei lavori parlamentari riprende a muoversi dopo la pausa estiva il bisogno di avere risposte concrete dalle Istituzioni da parte dei nostri Piccoli Comuni. Due sono i grandi obiettivi da raggiungere: 1)l’approvazione della Legge Realacci-Bocchino a favore dei Piccoli Comuni, approvata alla Camera nel gennaio del 2003 ed inspiegabilmente ferma al Senato; 2) l’inserimento nella legge finanziaria di misure economiche concrete atte a favorire il rilancio delle piccole realtà locali.
La legge Realacci-Bocchino, rappresenta una concreta risposta in termini di rinnovato impegno della politica verso una parte importante del Paese che è stata letteralmente abbandonata. I dieci milioni di cittadini che vivono nei Piccoli Comuni italiani hanno diritto ad avere servizi primari come l’assistenza sanitaria, la scuola, la viabilità, degni di un Paese civile. La ripresa nel dibattito politico di attenzione verso le nostre realtà è un buon segnale, ma adesso occorre dare risposte concrete e reali. Da più parti ormai si parla di Piccoli Comuni come opzione strategica per il futuro non solo italiano, ma europeo. Proprio la legge finanziaria è l’occasione buona per dare una concreta risposta. Per queste ragioni chiediamo che tutti i parlamentari italiani si facciano carico di queste istanze e promuovano iniziative che portino il Senato ad un rapido voto in aula della legge così com’è, senza modifiche che produrrebbero solo inutili e devastanti ritardi e nello stesso tempo propongano in maniera trasversale, senza inutili divisioni una legge finanziaria realmente attenta alle esigenze di 10 milioni di cittadini che abitano il 33% della superficie nazionale. La finanziaria del 2003 è stata devastante per i nostri Piccoli Comuni, visto che le misure proposte non sono state assolutamente sufficienti, anzi hanno alimentato nuovi e sempre più insormontabili ostacoli. La nostra speranza è che la politica italiana inverta realmente la tendenza e dimostri sensibilità e rispetto verso i piccoli centri, altrimenti saremo chiamati a dare vita ad iniziative politiche clamorose a partire
dal voto europeo.



Rocchetta S.Antonio, 26.08.2003


Il Portavoce
Virgilio Caivano


Coordinamento piccoli comuni d'europa