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Piccole scuole dell’infanzia negate


Lettera inviata al Capo dello Stato dal Coordinamento dei Piccoli Comuni
Sig. Presidente,
con l’apertura del nuovo anno scolastico si ripresenta in tutta la sua drammaticità l’impossibilità per centinaia di piccoli comuni italiani, soprattutto del Sud, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Abruzzo e Molise e della fascia alpina, di garantire ai bambini l’apertura delle scuole materne comunali. Un disagio annunciato in occasione del varo della Legge Finanziaria del 2003, che ha letteralmente avviato al disastro finanziario tantissimi piccoli comuni. Ancora una volta, a pagare sono i bambini e le famiglie che vivono nelle piccole comunità, costrette a subire scelte inique che vanno contro i dettami stessi della Costituzione. Tutto questo, Sig. Presidente, passa nel silenzio ingombrante della politica italiana, che non tiene in nessun conto le difficoltà dei Sindaci nella totale impossibilità di garantire l’apertura delle scuole materne, del servizio mensa e trasporto dei piccoli alunni. I tagli messi in atto dalla Finanziaria 2003 e l’assenza totale delle Regioni, si presentano puntuali, ponendo le Amministrazioni comunali di fronte ad un bivio terribile: aumentare le imposte locali o introdurne nuove, per recuperare risorse o tagliare i servizi. Mentre la propaganda strombazza a tutto spiano di internet, informatica e inglese per tutti, siamo costretti a registrare il dato negativo di centinaia di piccole scuole che non possono attivare la doppia lingua e non riescono ad avere un minimo di laboratorio informatico, mettendo in risalto un’Italia a due velocità che non riesce a garantire pari opportunità formative ai suoi cittadini. Tutto questo, accade proprio nel momento in cui il sistema globale impone la conoscenza, il sapere, come condizione per reggere lo scontro e vincere la sfida della vita. Una condizione di totale disastro che deve far riflettere sull’opportunità di una riforma federale iniqua che penalizza in maniera definitiva la parte più debole del Paese, con conseguenze incalcolabili per il futuro.
Sig. Presidente, Le chiediamo con molto garbo di tornare a far sentire la Sua voce, nella speranza che per i nostri bambini la scuola materna sia un diritto acquisito in un Paese cosiddetto civile che si vanta di essere orgogliosamente una potenza industriale a livello mondiale.
Roma,03 settembre,2004 Il Portavoce
Virgilio CaivanoAl Presidente
Carlo Azeglio CIAMPI
ROMA


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