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Lunedì 29 ottobre 2001
Rocchetta S.Antonio, Centro Studi Don Sturzo chiede convocazione di tutti
i Consigli Comunali del Subappennino. Un piano straordinario per il rilancio
delle aree interne del Preappennino Dauno. E quanto chiede, in una lettera
aperta a tutti i Sindaci dei Comuni delle due Comunità Montane del
Subappennino, il Presidente del Centro Studi Don Sturzo di Rocchetta S.Antonio,
Virgilio Caivano. Nella lettera inviata anche ai due parlamentari della
zona, Carmelo Morra e Lello DiGioia Caivano chiede la convocazione
a Celle di San Vito dei trenta Consiglio Comunali del preappennino. Secondo
il Centro Studi di Rocchetta S.Antonio, il dramma ormai devastante della
desertificazione demografica richiama tutti ad un forte e doveroso impegno
per tentare di modificare il destino. Caivano chiede piani straordinari
per favorire nuovi insediamenti abitativi con detassazioni e incentivi straordinari,
un fondo permanente per la montagna, interventi massicci nel settore della
sanità e dei servizi alla persona. Serve, insomma, una
mobilitazione straordinaria capace di risvegliare lorgoglio della nostra
storia, della nostra terra, della nostra appartenenza per portare i
problemi del Subappennino allattenzione della Regione Puglia, del Governo
e dellUnione Europea.
Gazzetta del Mezzogiorno del 2 ottobre 2000
MENO TASSE SULLE NUOVE CASE
La proposta di Caivano per arginare lo spopolamento
Viene da lontano o viene da vicino? Viene dal cuore o dalla mente? Viene dalla
rabbia, oppure dalla disillusa speranza? Viene da dove viene, ma quel che
è certo è che è indirizzata a lorsignori:
quelli dello sviluppo parolaio; quel del vorrei ma non posso; quelli dei massimi
sistemi e degli infimi risultati
di cui son piene le fosse e le contrade
delle nostre zone interne, montane e collinari.
Viene da lontano e viene da vicino, la proposta avanzata da Virgilio Caivano,
dopo aver letto i dati della ricerca elaborata dal CRESME sullItalia
del disagio abitativo per conto della Confcommercio. Virgilio Caivano che
a Rocchetta S.Antonio presiede il Centro Studi Luigi Sturzo, ha
preso carta e penna e ha scritto al Presidente della Regione, ai Presidenti
delle nostre Comunità Montane, ai Sindaci dei Monti Dauni, al Presidente
dellAnci: La situazione è davvero insostenibile, occorrono
interventi e misure davvero eccezionali. Altrimenti il rischio che si corre
è il definitivo abbandono di queste aree. Il continuo taglio di servizi
pubblici di prima necessità dovuto alla riduzione delle popolazioni
crea sempre più disagi e rende di frontiera lesistenza di queste
zone.. ha scritto Caivano. La denuncia è antica, e anche il lamento
non è nuovo: luno e laltro vengono da lontano. Negli anni
sessanta ci raggiunse il boom industriale, ma non si accorse del Subappennino
(tranne che una piccola fabbrichetta in quel di Biccari, che ottenemmo grazie
ad una bugia dellOn. Russo); poi esplose il turismo in Capitanata,
ma nel Subappenino mancava il mare e cosi
nisba. Ma quelle zone interne
e svantaggiate erano pur sempre un calderone di voti, e allora, sotto a mietere
consensi un tanto a illusione e promessa; quindici anni fa decisero e scoprirono
(belle menti, non vè che dire) che lo sviluppo di una zona ha
bisogno, per camminare, di una grande strada. Ed ecco progettare la strada
regionale numero uno, la cosiddetta Pedesubappenninica: doveva collegare
i due caselli autostradali, quello di Candela con laltro di Poggio Imperiale;
e poi quel grande nastro d asfalto avrebbe dovuto avere tutta una serie
di bretelle di collegamento:e,si, perché le numerose fabbriche
che le belle menti nostrane avevano pronosticato nel Subappennino dovevano
essere così tante che bisognava assicurare loro la massima agevolazione
nel collegamento per il trasporto di prodotti e manufatti.
Campa cavallo
che la Pedesubappeninica la stanno ancora costruendo, e
quando e se- sarà terminata non servirà a niente, perché
ci mancherà il Subappenino che nel frattempo se ne sarà uscito
dal fodero della sua storia
.
Ma Virgilio Caivano, e gli altri come lui insistono fiduciosi, compilano ancora
una lista di proposte, la mettono in bella copia e via con la posta prioritaria
(la posta): I nuovi poteri regionali e soprattutto si spera i prossimi
decentramenti possono creare le condizioni per una legge regionale che preveda
le seguenti opportunità: una defiscalizzazione completa per cinque
anni da tutte le imposte comunali e regionali ai nuovi residenti: 1) costo
simbolico per lacquisto di suoli edificatori; 2) azzeramento della tassa
sulla prima casa; 3) mutui regionali per lacquisto della prima casa
a tassi agevolati; 4) agevolazioni fiscali sullacquisto di carburante
da riscaldamento e da trasporto; 5) sportello unico per burocratizzare al
massimo e consentire la nascita alternativa di servizi pubblici nei centri
commerciali e nei bar; 6) dimezzamento delle imposto e forti incentivi a favore
degli esercenti commerciali, degli artigiani, degli agricoltori e delle piccole
e medie imprese; 7) incentivi agli studenti che sono costretti a viaggiare
per frequentare le scuole e lUniversità di Foggia
.
Il futuro del Subappenino ma, noi, più ottimisticamente, preferiamo
chiamarlo Preappennino ora più che mai dipende dalla sua gente,
anche se di gente ve nè sempre meno. Prima o poi occorrerà
avviare un grande dibattito, mettere aconfronto le Comunità Montane,
tutti i comuni interessati, i giovani, le associazioni culturali: per creare
un patto di ferro, al di là delle casacche politiche, prendere la via
per Roma e fare soltanto una proposta, breve, concisa: una trentina di Comuni
rischiano il collasso, per salvarli basterebbero una decina di piccole, piccolissime
fabbriche (magari con dieci quindici addetti ognuna), per produrre tappi,
tacchi, buste o qualche altro articolo; le agevolazioni sui suoli comunali
non mancherebbero e neppure la mano dopera. Ma bisognerebbe fare presto.
E poi il turismo. Nel resto dItalia, chi conosce veramente queste nostre
zone? Chi sa davvero come le tradizioni enogastronomiche da queste parti sono
davvero ben conservate e riservano godimenti anche per i esigenti gourmet
sempre in cerca di chicche culinarie? Il Preappennino non riesce a promuoversi
da solo. IL suo vero problema è la solitudine, lisolamento. E
lo spopolamento.
(l.v.)
Gazzetta del Mezzogiorno
Parte da Rocchetta e da Accadia la sveglia per gli altri centri
dellinterno
LA RISCOSSA DEI TRENTA COMUNIAccadia Dal Crispignano si vede di tutto.
Anche il mare, quando le giornate sono terse e il cuore disponibile. E
montagna misteriosa e sacrale che getta sguardi verso lIrpinia e la
Basilicata. Dal Crispignano è fascinata la gente di Accadia, che guarda
lontano e vede scuro; come del resto accade nella vicina Rocchetta S.Antonio,
a Deliceto, a SantAgata, a Celle di S.Vito
Nel vecchio vicolo non cè più la scuola di ballo che aveva
fatto saltare almeno due generazioni, di questi tempi si suona altra musica
leggendola da drammatici spartiti. Ma il pentagramma no, quello è sempre
lo stesso: del vivere e dello sperare. Accadia è paese di frontiera,
e alle frontiere, si sa, può accadere di tutto: anche decidere di dire
basta alle mode nominalistiche. E accaduto ai geografi con quel sub,
suffisso degradante e pessimista davanti ad Appennino, accade
in questi giorni con la storiella dellItalia minore, per dire dei paesi
che per depauperamento demografico e dimenticanze e ritardi rischiano di essere
cancellati. E che succede alla gente che abita i trenta paesi del subappennino
viene recapitata la notizia che devono considerarsi abitanti di una Italia
minore? Potrebbe anche accadere la rivoluzione, magari racchiusa
in uno sforzo preagonico che, come in un miracolo, riesca a calamitare nuovo
alito, nuove forze..
Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi, avverte Pasquale
Murgante, Presidente del Consiglio Provinciale, che in questi giorni, proprio
ad Accadia, ha lanciato insieme ad altri una iniziativa per promuovere
la rivalorizzazione delle ricchezze del territorio preappenninico, cercando
di creare un ambiente proficuo per i giovani che possono confrontarsi con
una realtà culturale che faccia apprezzare loro le ricchezze di questo
territorio, invogliandoli a non abbandonarlo. Anche per questo è
nato il Centro Studi Terre Daune, che proprio ad Accadia sarà
presentato domani affiancato da un convegno sul tema: Aree interne:
una questione aperta. E non che non è chiusa quella questione
delle aree interne: mentre i giovani facevano le valigie, e mai che uno straccio
di piccola industria riuscisse a trattenerli. No che non è chiusa,
questa nuova e antica questione meridionale che ci appartiene: mentre circa
la metà dei paesi della Capitanata viaggia a scartamento ridotto. Dicono
gli esperti che in questi piccoli comuni i forzieri degli uffici postali sono
pieni di solfi: quelle che una volta si chiamavano rimesse dallestero,
e poi le pensioni. Quella economia, non sommersa ma risparmiosa, sarà
ad uso di figli e nipoti ancora per quanto tempo? E del dopo chi sa dire?
Cè in giro gente che a quarantanni non ha mai conosciuto
un lavoro: si chiamano inoccupati (per gentile eufemismo).
E così proprio da Accadia con un moderato passa parola che si avvale
anche di internet è partito lallarme: sveglia. Tutti i Sindaci
del Preappennino sono stati allertati da una lettera partita nei giorni scorsi
da Rocchetta S.Antonio, la stessa lettera che hanno ricevuto i due presidenti
delle due Comunità Montane, il Senatore Carmelo Morra (Monti Dauni
Meridionali) e lOn. Lello DiGioia (Monti Dauni Settentrionali). Lha
scritta Virgilio Caivano, sanguigno e appassionato presidente di un altro
Centro Studi il Luigi Sturzo con sede a Rocchetta S.Antonio.
Le istituzioni, i partiti politici, il sindacato, i mondi sociali delle
nostre aree interne devono essere chiamate a raccolta per dare inizio alla
più grande azione di sensibilizzazione e di rilancio delle nostre aree
interne che la storia ricordi
Parte cosi la proposta di convocare
a Celle di San Vito i Consigli Comunali e Comunitari di tutti e trenta i Comuni
delle aree interne. Una grande azione istituzionale avverte
Caivano che dal Comune più piccolo della Puglia deve avviare
un radicale cambiamento di rotta di quella logica perversa che predilige i
grandi numeri alle piccole realtà comunali. Insomma, da Celle dovrà
partire la richiesta forte di un vero Piano Marschall per le aree interne
Gli interlocutori? Regione e Governo nazionale, soprattutto dopo che i recenti
studi e rilievi su quella che chiamano Italia minore hanno sentenziato una
verità già dolorosamente nota a tutti: i piccoli paesi stanno
morendo.
Di analisi, contributi, progetti sono pieni gli archivi, ma è anche
vero che nessuno viene a investire da queste parti dove lincidenza del
costo-trasporti è notevole. Ma qui non si tratta di chiedere strade
e collegamenti (quanti conoscono la storia della Pedesubappeninica?), quanti
magari di puntare sulle nuove professioni, quelle cosiddette atipiche.
Lappello che parte da Rocchetta S.Antonio e Accadia è da ultima
frontiera, e chiedono un vero piano che faccia delle nostre zone per
i prossimi ventanni un piccolo Galles pugliese. La responsabilità
di chiudere per fallimento i nostri Comuni è troppo grande e tutti
abbiamo il dovere di portare la nostra protesta in alto a partire da Palazzo
Chigi, alla sede della Comunità Europea.
Anche a non voler salire sul Crispignano per vedere cosa accade allorizzonte,
è facile intuire che sotto la pelle dei preappenninici si avverte un
fremito. Non è questione di beghe di politici, cè un sentore
di riscatto per una battaglia che potrebbe cominciare oggi sulla speranza
di coglierne i frutti tra meno di un decennio. E cè un aspetto
che i più non sottovalutano: per la prima volta nel Parlamento italiano
siedono, anche se su scranni diversi e opposti, un senatore e un deputato
con radici preappenniniche, e presiedono le due Comunità montane. Non
è forse un segnale della Storia, che non di rado si serve della cronaca
per disegnare il destino? Dal Crispignano, se il cuore vuole si scorge ogni
cosa: anche il futuro meno ingiusto del presente.
Lello Vecchiarino
CORRIERE DEL SUD DEL 9.11.2000
Proposta di legge di Caivano alla regione per rilanciare il commercio.
Dal rapporto del CRESME sul Disagio abitativo emergono dati inquietanti
sul futuro delle aree interne e del settore commercio in particolare. Ne parliamo
con Virgilio Caivano, responsabile del Centro Studi Luigi Sturzo
Mezzogiorno e Mediterraneo e autore di una proposta di legge regionale inviata
al Presidente della Giunta Regionale, Raffaele Fitto.
Allora Caivano per le aree interne non cè proprio pace.
Il rapporto del CRESME sullItalia del disagio abitativo mette in evidenza
il disagio complessivo delle aree interne ed in particolare il disagio in
cui versa il sistema commerciale delle aree interne di montagna.
Lei fa riferimento nella sua proposta alla Regione del Libro Verde sul commercio?
Il Libro Verde sul commercio redatto nel 1996 dalla Commissione delle Comunità
Europee, ha rilevato che il commercio locale costituisce un sistema
efficiente per cercare di ridurre il rischio di marginalizzazione delle popolazioni
rurali, che devono poter disporre di unampia gamma di servizi in loco.
Talvolta il commercio è indispensabile per il mantenimento di altre
attività, in quanto costituisce lo sbocco naturale dellartigianato
locale, sottolineando più oltre come la creazione di legami sociali
e il conferimento di una dimensione dinamica della vita che si effettua largamente
attraverso i piccoli negozi locali. Per queste ragioni nel Libro Verde
sul commercio si assume esplicitamente lobiettivo del mantenimento e
della riqualificazione della rete dei piccoli negozi. Del resto i negozi di
vicinato sono uno dei 17 settori di intervento individuati dalla Commissione
delle Comunità Europee in materia di iniziative per lo sviluppo locale
delloccupazione.
Le iniziative del Governo e del Parlamento su questi problemi.
Coerentemente con queste indicazioni, il decreto legislativo n.114 del 31
marzo 1998, concernente la riforma della disciplina del commercio, nellambito
delle disposizioni generali di cui allarticolo 10, prevede che la Regione
predisponga strumenti normativi e incentivi volti a favorire lo sviluppo della
rete commerciale nelle aree montane rurali, nonché nei Comuni, frazioni
e altre località con popolazioni inferiori a 3.000 abitanti. Più
in particolare, si prevede la facoltà di svolgere congiuntamente in
un solo esercizio, oltre allattività commerciale, altri servizi
di particolare interesse per la collettività, eventualmente in convenzione
con soggetti pubblici e privati (servizi postali, ecc..).
Sono possibili anche esenzioni tributive o agevolazioni varie?
La norma contempla la possibilità che in tali aree le Regioni possano
prevedere lesenzione per tali empori da tributi regionali.
Solo le Regioni o anche i Comuni?
Anche i Comuni possono stabilire agevolazioni, fino allesenzione dei
tributi di loro competenza. Va inoltre ricordato che già la legge 97/94
prevedeva analoghe facilitazioni fiscali per gli esercizi commerciali situati
nei Comuni montani di minore consistenza demografica, la cui individuazione
veniva rimessa alle Regioni: poche di esse hanno peraltro dato uno sbocco
operativo a tale adempimento.
La Regione Puglia è tra queste poche?
No. La Puglia è tra le Regioni inadempienti , purtroppo.
La legge regionale dovrà delineare concreti sbocchi operativi a tali
disposizioni, con unazione di incentivazione degli empori polifunzionali
nei Comuni montani minori, specie di media ed elevata altitudine e minore
interesse turistico, assicurando la presenza di un servizio distributivo minimo
alla popolazione residente ed incentivandone a un tempo la valorizzazione
turistica.
Una vera e propria strategia contro la desertificazione dei servizi commerciali.
Esatto. Secondo lindicazione contenuta nel decreto legislativo, si tratta
di contrastare la tendenza alla desertificazione dei servizi commerciali
nelle zone montane, attraverso la promozione di empori nei quali siano congiuntamente
operanti, oltre allattività commerciale, altri servizi di particolare
interesse per la collettività.
Come si realizzano concretamente queste iniziative?
Attraverso la promozione e il monitoraggio di esperienze pilota da localizzare
in contesti socio-economici ed ambientali differenziati, potrebbe essere possibile
individuare un nucleo base di questi servizi, ai quali altri potranno aggregarsi
in relazione alle caratteristiche peculiari dei differenti insediamenti commerciali
e dei servizi territoriali a livello di singole Comunità Montane, individuando
le aree da qualificare e potenziare.
In concreto, quali servizi sono da potenziare?
In linea generale, unitamente ai tradizionali servizi privati, commerciali
o paracommerciali (somministrazione di alimenti e bevande, rivendita di generi
di monopoli, di giornali e riviste, di attività di artigianato di servizio)
potrebbero essere erogati in tali empori alcuni servizi pubblici e di interesse
pubblico da affidare in convenzione (servizi postali, servizi ambulatoriali
di carattere igienico-sanitario, ecc..).
Ci sono precedenti legislativi in materia?
Larticolo 53 della legge n.449/97 prevede la possibilità per
lEnte Poste di stipulare, nei Comuni montani e nelle loro frazioni,
contratti per laffidamento dei propri servizi a soggetti privati, anche
esercenti attività commerciali.
Si potrebbe immaginare una rete di vera promozione attraverso questi empori?
Gli empori polifunzionali potrebbero sicuramente fornire servizi di supporto
alla promozione turistica ed assolvere a una funzione di valorizzazione e
promozione dei prodotti tipici locali, sia di carattere agro-alimentare, che
di carattere artigianale. Va inoltre approfondita la possibilità di
ideare un marchio volontario da assegnare ai punti vendita che inseriscono
nel loro assortimento una certa percentuale di prodotti tipici delle zone
di insediamento, prevedendo modalità di controllo e tutela in favore
dei consumatori. Andrea Gisoldi
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO Venerdi 16 novembre 2001
In Programma a dicembre un incontro dei trenta comuni e delle due Comunità
Montane.
DA CELLE il riscatto del Subappenino
Intanto i due centri studi promuovono azioni per lo sviluppo delle aree interne
E gli enti locali chiedono più attenzione da parte della Provincia
Anzano di Puglia Dicono da più parti che la Madonna che si venera
ad Anzano faccia miracoli. Molti accadimenti che hanno del prodigioso li ha
raccontati don Rocco Staffiere, indimenticato parroco del paese.
E fu nel lontano 1976 che avvenne quello che col filtro delle cronache
contemporanee chiameremmo un miracolo alla rovescia. Era
di giugno, il 7 per precisione, e tutto era pronto per la processione: per
la prima volta la statua della Madonna sarebbe stata portata in giro per le
strade del paese collocata su di un carriaggio agricolo. Ma pioveva, pioveva
e la delusione si leggeva sul volto dei devoti; e poi cèra finanche
il vescovo ad officiare, ed era venuta gente anche dai paesi vicini.
La processione la faremo, vedrete, disse il parroco. E aggiunse,
rivolto ai fedeli: Si, voi fate segno di non credermi, sta piovendo,
avete ragione, ma vedrete che la Madonna, se vuole, farà questo ed
altro.
Si era sbilanciato, don Rocco, ma non ebbe il tempo di pentirsene. Le nubi,
però, cominciarono a diradare: decise di uscire ugualmente, riparato
sotto lombrello di un parrocchiano che, per dargli coraggio disse, indicando
la statua: Se piove mi bagno, ma si bagnerà anche Lei
.
Ed ecco che dun tratto le nuvole si rinsecchirono, e apparve il sole.
Una parentesi di tre ore: tanto quando durò la processione. Poi riprese
a piovere. Accadeva anche questo dalle parti del Preappennino, ai tempi di
Don Rocco. Ora, a percorrerlo in lungo e largo in questa parte al confine
con la Campania, taccorgi che i miracoli li attendono dagli uomini,
dalle cose, dai poteri costituiti, dalle speranze che non vogliono saperne
di rintanarsi nel fodero del pessimismo, o del fatalismo nostro tutto meridionale.
Così sperano anche nella vicina Rocchetta S.Antonio, dove un giovane
Consigliere Comunale, Luigi Ruberto, spiega che queste zone depresse devono
riscoprire la cultura dello stare insieme. E aggiunge: Ormai
cè movimento nellaria, tutti concorrono per Palazzo Dogana,
ma in questi anni abbiamo visto ben poco gli amministratori provinciali occuparsi
dei Piccoli Comuni montani. Peraltro, la presenza in Parlamento dei due Presidenti
delle Comunità Montane (lOn. Lello Di Gioia e il Senatore Carmelo
Morra), deve costituire una occasione unica per dare quelle risposte concrete
che i nostri paesi attendono da tempo. Prendiamo il Veneto, per esempio: nel
dopoguerra era una delle regioni più povere dItalia; oggi hanno
una redditività che non avrebbero mai osato immaginare, e soltanto
perché loro ci hanno creduto
.
Anche ad Accadia mostrano di credere in un rinnovato impegno per la ripresa,
e soprattutto dopo il convegno sulle aree interne di qualche settimana fa,
che pare abbia smosso un po le acque. E anche per questo fatte le debite
proporzioni e non sottaciuto il dovuto rispetto potrebbe accadere un
.miracolo
alla rovescia. Di che si tratta? Lo spiega Virgilio Caivano presidente del
Centro Studi Sturzo di Rocchetta S.Antonio: Proprio domani,
insieme a Pasquale Murgante, presidente dellaltro Centro Studi Terre
Daune, invieremo una proposta ai trenta sindaci dei Comuni montani per
un incontro da tenere con lAssessore al Bilancio, Leonardo Lodispoto.
E fin qui cè poco di
. Miracoloso. Il fatto è che,
spiega Caivano, questa iniziativa nasce dalla necessità di arrivare
alla definizione del documento di programmazione della Provincia con dei programmi
e degli investimenti certi a favore della aree interne. E soprattutto con
la convinzione che i bilanci dei Comuni debbono avere un collegamento organico
con i bilanci provinciali e regionali, per ottimizzare le risorse e smetterla
con bilanci ridicoli da autentica farsa dei Comuni.
Insomma, una sorta di ribaltamento: la periferia che marcia, si fa per dire,
alla volta del Palazzo (si dice per fare:almeno si spera).
Si tratta di una vera occasione storica di confronto e di collaborazione
istituzionale che investe le aree interne, dice Pasquale Murgante che
del Consiglio Provinciale di Palazzo Dogane ne è Presidente.
Murgante, inoltre, avverte come sia prioritaria una forte azione di
completamento e di sistemazione della rete viaria delle aree interne, e una
significativa azione di programmazione a medio e lungo termine che in qualche
modo faccia recuperare alle aree interne il tempo perduto.
Par di capire che questa sorte di rivoluzione che si annuncia
non punti a una presenza dei Comuni montani nel Bilancio della Provincia soltanto
come presenza contabile, quanto piuttosto alla realizzazione di
un Bilancio di previsione equo che guardi alle aree interne come un
luogo di grandi risorse e potenzialità e non come una palla al piede.
Quale sarà la risposta dei Sindaci al richiamo dei due Centri Studi,
che in questa fase mostrano di voler essere un luogo geometrico di elaborazione
politica e culturale? Il Preappennino si muove, e quasi certamente lo farà
in più grande stile con il grande appuntamento che dovrebbe tenersi
a Celle di San Vito nel prossimo mese di Dicembre: tutti i Consigli Comunali
e quelli delle due Comunità Montane si riuniranno insieme per la prima
volta. E si dovrebbero riunire a Celle non per caso: ma per opporsi al destino
che pare sia segnato per i cosiddetti paesini dellItalia minore. Celle
di San Vito diventerebbe così la prima testimonianza italiana di una
lotta per realizzare una inversione di tendenza.
E la triste situazione nei mini-Comuni italiani. La sconsolante fotografia
la conoscono un po tutti: rappresentano il 45 per cento dei Comuni italiani,
ma vantano solo il 6 per cento della popolazione.
Nel loro territorio un abitante su tre ha più di 64 anni, e le case
sfitte sono il triplo della media nazionale, e nei portafogli cè
soltanto il 2,7 per cento del Pil (prodotto interno lordo) della media nazionale.
E non è tempo di miracoli.
Lello Vecchiarino
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO martedì 28 novembre 2001
Il trenta novembre supervertice dei trenta Comuni a FOGGIA
E lora delle aree interne
La Provincia avvia il confronto sul bilancio
Celle di San Vito Il Piano è pronto, e pare che stiano mettendo
a punto anche un documento-manifesto che dovrebbe contenere pochi punti ma
ma chiari e decisivi da cui partire per realizzare, sul piano della concretezza,
il rilancio del Preappennino. E qualche giorno fa è partita una lettera
diretta ai trenta Sindaci degli altrettanti Comuni ricadenti nelle aree geografiche
delle due Comunità montane. A firmarla Pasquale Murgante, Presidente
del Consiglio Provinciale di Capitanata.
La Presidenza del Consiglio Provinciale di Foggia, sensibile alle sollecitazioni
dei due Centri Studi Terre Daune di Accadia e Luigi Sturzo
di Rocchetta S.Antonio sulle tematiche relative alle aree interne, invita
la S.V. allincontro che si terrà venerdi 30 novembre 2001 alle
ore 16.30 presso la Sala Consiliare, per discutere del tema in oggetto:
così è scritto nella missiva, e rimanda a un oggetto
che in qualche modo segna una novità nella storia dellAmministrazione
provinciale di Palazzo Dogana: la riunione dei Sindaci del Preappennino per
un confronto sulla stesura del bilancio di previsione, con la speranza che
fra i numeri di quel documento contabile si trovi lo spazio per garantire
un sostegno (non un obolo) programmatico a favore delle cosiddette aree interne.
Qualcuno sinterroga se sia da ritenere, in qualche modo, una sconfitta
della politica il ruolo giocato in tutta questa vicenda dai due Centri Studi
nati a Rocchetta S.Antonio e ad Accadia. Sia come sia, in tutta questa vicenda
(che è solo allinizio) lazione culturale svolta dai due
centri consente di poter confermare che, se si scende dai piani
alti dei massimi sistemi e dei discorsi daccademia, prima o poi la strada
giusta la si può imboccare.
Bisognerà vedere, però, se i Sindaci porteranno alla Provincia
le loro carte dei dolori e dei lamenti, o piuttosto si accorderanno
presentare una proposta complessiva che sia propulsiva anche nei confronti
dellazione svolta dalle due Comunità montane, dove pure tutti
i Comuni sono rappresentati. Il rischio che tutto possa concludersi con il
solito appuntamento rivendicatorio e di autocommiserazione è alto.
Ma al punto in cui è la situazione, drammatica per assenza di lavoro
e di valide prospettive di sviluppo, tanto vale giocarsi anche questa nuova
carta.
Lello Vecchiarino
Gazzetta del Mezzogiorno sabato 1 dicembre 2001
A Palazzo Dogana gli amministratori dei Comuni, ma non cè lassessore
al Bilancio.
MA LE AREE INTERNE HANNO UN FUTURO?
Sindaci a confronto per le richieste al governo centrale
Ci sono gli amministratori di 23 Comuni ( la maggior parte delle aree interne
del Preappennino) ma non gli interlocutori della Provincia, pure annunciati.
Nella sala consiliare di Palazzo Dogana fa gli onori di casa il Presidente
del Consiglio provinciale, Pasquale Murgante, ma non cè lassessore
al Bilancio, Bernardo Lodispoto che avrebbe dovuto raccogliere suggerimenti
e richieste in vista della preparazione del bilancio di previsione 2002. Così
liniziativa ideata dal Centro Studi Terre Daune di Accadia
e dal Centro Studi Luigi Sturzo di Rocchetta S.Antonio serve solo
a rinnovare lappello per ladunata dei Sindaci in quel di Celle
di San Vito e per ribadire le richieste al Governo Berlusconi in materia di
infrastrutture e incentivi non solo per favorire lo sviluppo ma per mantenere
anche la popolazione stanziale. Non sono mancate le polemiche, soprattutto
da parte degli esponenti del centro destra nelle Comunità Montane che
hanno accusato lEnte Provincia di voler raccogliere in questo rusch
finale di legislatura consensi per impegni difficili da mantenere. Discorso
tuttavia facilmente ribaltabile alla luce degli impegni di Regione Puglia
e Governo centrale. Insomma da destra a sinistra tutti con gli stessi problemi,
anche se si gioca a fare la politica a litigare.
Murgante ha ribadito che liniziativa assunta non ha alcuna paternità
politica. Come dire parliamo pure in libertà. Poi si vedrà.
Tuttavia lo stesso Presidente del consiglio provinciale, che è peraltro
lunico consigliere del Preappennino dauno, ha anticipato di aver fatto
inserire nellordine del giorno del Consiglio Provinciale sulla finanziaria
una richiesta speciale per le aree interne della Provincia di Foggia.
Gazzetta del Mezzogiorno domenica 9 dicembre 2001
Celle S.Vito/ Fabio Costantini invitato a partecipare alla riunione dei 30
comuni montani
DAL PREAPPENNINO UN APPELLO AL PREFETTO
I responsabile dei Centri Studi sollecitano incontro per illustrare la situazione
Un manifesto rivendica politiche di sviluppo per le aree interne
Nel porgere il benvenuto come nuovo Prefetto di Foggia, con molta determinazione
avvertiamo la necessità di sottoporre subito alla sua attenzione lo
stato di totale abbandono e di concreto rischio di estinzione che corrono
i 30 Comuni delle aree interne del Preappennino. Una situazione ormai al collasso
che trova purtroppo, il conforto negativo da parte di uno studiodel CRESME
per conto della Confcommercio nazionale e di Legambiente, il quale prefigura
la chiusura definitiva di gran parte dei Comuni delle aree interne della Capitanata
nei prossimi anni. Come Centri Studi abbiamo sollecitato tutte le amministrazioni
locali e le due Comunità Montane ad un grosso incontro istituzionale
da tenersi a Celle di S.Vito, il Comune più alto e più piccolo
della Puglia, per il prossimo 15 dicembre alle ore 10.00.
E così anche il nuovo Prefetto di Foggia, Fabio Costantini, è
stato invitato al raduno di Sindaci e Consiglieri Comunali che
si svolgerà sabato prossimo a Celle di San Vito, e già il Sindaco
del piccolo paese montano ha fatto diramere gli opportuni inviti.
Ma già da qualche giorno sul tavolo del nuovo Prefetto cè
la lettera firmata dei Presidenti dei due Centri Studi fautori delliniziativa
Pasquale Murgante e Virgilio Caivano che spiegano come la nostra
sollecitazione ha trovato la disponibilità di tutti i Sindaci che giustamente
rivendicano una maggiore attenzione da parte della Regione e del Governo.
Liniziativa vuole essere un momento di confronto istituzionale serio
per costringere il Governo a varare una finanziaria attenta e
sensibile ai problemi complessivi della cosiddetta Italia minore.
Inoltre, nei prossimi giorni verrà affisso in tutti i trenta Comuni
un manifesto di intenti che rivendica una doverosa e rinnovata attenzione
politica per arrivare ad un grande dibattito parlamentare sulle aree interne
italiane. Per tutte queste ragioni chiediamo la possibilità di avere
un incontro con la S.V. per poter spiegare con dati concreti la pesante situazione
delle nostre realtà interne e sostenere il bisogno di un vostro autorevole
intervento volto a sollecitare una maggiore attenzione del Governo su queste
tematiche.
Ma ci sarà il Prefetto allincontro di Celle di S.Vito? Sono in
molti a chiederselo mentre dai due Centri Studi di Accadia e di Rocchetta
S.Antonio ribadiscono lo stesso concetto racchiuso nella lettera inviata al
Prefetto: La nostra è una richiesta forte che parte dalla constatazione
ormai chiara di una totale assenza della classe politica, con rare eccezioni,
che guarda alle aree interne come ad un fastidioso problema, privilegiando
la perversa logica dei grandi numeri. Ci permettiamo inoltre di sollecitare
anche una vostra presenza allincontro istituzionale di Celle di San
Vito per riflettere insieme ai Sindaci sul bisogno di una grande iniziativa
a sostegno delle aree interne e per saggiare sul campo le difficoltà
che attanagliano le nostre comunità. Una presenza autorevole e graditissima
che contribuisce a ridare fiducia nelle istituzioni alla nostra gente e soprattutto
ai nostri giovani che continuano ad andare via come i nostri nonni e i nostri
padri in cerca di un lavoro e di una qualità della vita normale.
Ma ci sarà il Prefetto allincontro che interessa metà
dei Comuni della Capitanata?
Corriere del Mezzogiorno sabato 15 dicembre 2001
Ricerca del CRESME per conto di Confcommercio e Legambiente
Rischio spopolamento nel Subappennino
Solo un nato per ogni tre persone morte
Celle di San Vito Nelle aree interne della Provincia di Foggia il decremento
demografico ha raggiunto il rapporto di un nato ogni tre persone morte. La
popolazione dei 34 Comuni del Subappennino dauno meridionale, negli ultimi
anni, si è ridotta di ulteriori novemila persone che sono emigrate
verso regioni del Centro e Nord Italia. I dati relativi alla situazione demografica
del Subappennino dauno sono stati raccolti in una ricerca del Cresme per conto
di Confcommercio e Legambiente. Per discutere del futuro dei Comuni delle
aree interne il Centro Studi Luigi Sturzo di Rocchetta S.Antonio
e Terre Daune di Accadia hanno indetto un forum al quale parteciperanno
i Sindaci ed i Consigli Comunali dei Comuni del Subappennino dauno ed i rappresentanti
delle Comunità Montane. Serve una mobilitazione nazionale
sostiene il Presidente del Centro Studi Luigi Sturzo, Virgilio
Caivano per evitare che in breve tempo i comuni delle aree interne
del Subappennino dauno possaono spopolarsi definitivamente. In provincia
di Foggia uno dei casi più eclatanti è quello del Comune di
Celle di San Vito dove attualmente risiedono 300 persone di cui circa un terzo
risiedono nelle zone rurali. Negli ultimi dieci anni la popolazione di Celle
di San Vito si è ridotta di oltre il cinquanta per cento.
Massimo Lapenda
Gazzetta del Mezzogiorno domenica 23 dicembre 2001
Due giovani che non vogliono partire
EMIGRAZIONE PIAGA DEL SUBAPPENNINO
Rocchetta S.Antonio Andrea e Vito sono due giovani che non se ne vogliono
andare. Da qualche mese seguono con rinnovata attenzione tutto quello che
accade nel loro paese, e più in generale nellintero territorio
del preappennino. Non se ne vogliono andare a cercare in giro lavoro, vogliono
trovarlo o crearlo nel loro paese. E allora, hanno preso carta e penna (o
forse si sono messi dietro la tastiera di un computer) e hanno scritto al
Presidente nazionale della Confcommercio. Presidente Billè
si legge nella lettera firmata da Andrea Gisoldi e Vito DiFiccio abbiamo
appreso da un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno di una grande opportunità
per i giovani offerta dalla legge Bersani, sullapertura di general
store nei Comuni inferiori a 3000 abitanti. Una notizia molto importante
per noi che viviamo a Rocchetta S.Antonio, un piccolo Comune delle aree interne
depresse che vede diminuire ogni giorno servizi e strutture. Abbiamo inoltre
appreso che purtroppo la Regione Puglia non ha ancora recepito la legge e
questo ci amareggia perché penalizza le nostre aspirazioni. Grazie
allopera di animazione e di promozione condotta dai Centri Studi Sturzo
e Terre Daune, si sta sviluppando in noi giovani una forte cultura
dellintrapresa imprenditoriale e per queste ragioni vorremmo maggiori
e più approfondite informazioni sullapertura e sul funzionamento
dei general store. In attesa di avere notizie porgiamo distinti
saluti.
E proprio sulle tematiche dello spopolamento e del disagio in cui si vive
dalle parti delle zone interne, nei giorni scorsi il Prefetto di Foggia si
è intrattenuto a parlare con i due rappresentanti dei due Centri Studi,
Virgilio Caivano e Pasquale Murgante. Un incontro definito proficuo, nel corso
del quale lo stesso Prefetto ha assicurato la sua presenza allappuntamento
(che già chiamano stati generali) dei Consigli Comunali,
Sindaci in testa, che si dovrà tenere a Celle di San Vito.
E proprio qualche giorno fa i due rappresentanti dei Centri Studi hanno firmato
con il Sindaco di Celle Michele Schiavane, una lettera invito diretta ai Presidenti
delle due Comunità Montane, ai Sindaci, allo stesso Prefetto.
Una lettera che è soprattutto una sollecitazione a tenere alto linteresse
per i problemi concreti dellarea montana. Il rapporto del Cresme
sul disagio abitativo hanno scritto Schiavone, Murgante e Caivano
non lascia più spazio ai sogni e soprattutto non ci consente di perdere
altro tempo. Il giudizio impietoso del fallimento nel giro di pochi anni con
annessa chiusura dei nostri Comuni richiama tutti noi ad una grande azione
di responsabilità. Non possiamo più tacere e aspettare che altri
risolvano i nostri problemi. Abbiamo il dovere di agire, di avviare una grande
azione istituzionale che coinvolga le nostre popolazioni per arrivare ad un
grande dibattito nazionale nel Parlamento italiano sulla questione aperta
delle nostre aree interne depresse.
Per tutte queste nobili ragioni chiediamo la partecipazione straordinaria
in forma ufficiale dei Consigli Comunali e Comunitari per sabato 12 gennaio
2002 alle ore 10.00 presso laula magna della scuola di Celle di San
Vito. Una grande occasione per riunire gli stati generali delle nostre aree
interne e dibattere sulle proposte da deliberare e consegnare alle nostre
istituzioni. Un dibattito forte, carico di contenuti e scevro da ogni forma
di piagnisteo, capace di sollecitare pienamente lorgoglio delle nostre
popolazioni e di stimolare la Regione Puglia ed il Governo ad un vero dibattito
sullItalia minore. Una riunione solenne, con tanto di gonfaloni e di
fasce tricolori per segnare lo storico incontro di Celle di San Vito che vuole
essere un punto di partenza forte per invertire una tendenza ed una logica
perversa che offende ed umilia le aree interne. Insieme, uniti dallamore
e dallorgoglio della nostra identità e della nostra storia, sicuramente
riusciremo a vincere questa grande sfida. A quellincontro del
dodici gennaio prossimo parteciperanno, cè da scommettere, anche
Andrea e Vito: con dietro il loro sogno che potrebbe diventare una bandiera.
Gazzetta del Mezzogiorno del 28 dicembre 2001
Tutto pronto per gli Stati generali con i Sindaci e Consigli Comunali del
Preappenino
CONVENTION DELLE AREE INTERNE
Più servizi per evitare emarginazione e spopolamento
Accadia Si allarga, si allarga il movimento dellItalia minore
che negli ultimi mesi ha conosciuto un rinnovato impulso proprio ad opera
di un convegno svoltosi ad Accadia, ma soprattutto per liniziativa dei
due Centri Studi (Terre Daune di Accadia presieduto da Pasquale
Murgante e Luigi Sturzo di Rocchetta S.Antonio diretto da Virgilio
Caivano) che hanno deciso di lanciare un grido dallarme per arginare
il depauperamento, non soltanto demografico, di vaste zone del Preappennino
dauno. Se ne parla in giro, in questo paese antico ai confini dellIrpinia:
si discute se questo risveglio sia soltanto parolaio, oppure linizio
di una rinnovata presa di coscienza: quella che forse è mancata per
troppo tempo: quella disidratata sotto il falso sole che prende ombre dalla
Storia, dalle colline e dalle montagne nostre.
Pasquale Murgante è Presidente del Consiglio Provinciale di Foggia:
spera, ammantato di ottimismo, che questa parte di Capitanata possa uscire
dal cono dombra della inconcludenza. Possiamo crederci, dobbiamo
crederci! Altrimenti, cosa ci rimane? E una scommessa da vincere e cominciamo
dalla convinzione che ogni cosa, ogni iniziativa deve coniugarsi col futuro.
Ora, o mai più
Bisogna decidersi, decidere per il meglio, per
capire se i nostri paesi hanno ancora qualcosa da dire. Io sono fiducioso.
Già, il problema è proprio la fiducia. Volenti, nolenti o dolenti:
il Preappennino comincia a scoprire nuovi percorsi, soprattutto quando avverte
che la propria condizione non è dissimile da quella di altre zone dItalia;
le stesse zone su cui sono sparsi i 2830 paesi che, secondo il Cresme, rischiano
ancora di più di spopolarsi fino allestinzione.
E,allora, detto fatto: i due Presidenti hanno preso penna e carta, come si
diceva una volta, e hanno inviato 2830 lettere agli altrettanto Sindaci della
cosiddetta Italia minore, unItalia del disagio abitativo
si legge nella lettera composta da 2830 Comuni, pari al 35%
del totale con una superficie di 100 mila kmq, corrispondente al 33,4%
della superficie nazionale. Una parte significativa della nostra Italia che
ha il dovere di muoversi, di agire per non restare fuori dallo sviluppo. UnItalia
del disagio che rischia di divenire profondo disagio con la crescente rarefazione
dei servizi al cittadino: servizi pubblici accorpati per il contenimento dei
costi (uffici postali, presidi territoriali scolastici, sanità, ecc..);
insufficiente manutenzione del territori, esercizi commerciali privi di una
domanda adeguata per la loro sopravvivenza. Dunque, come la questione sanità
che rappresenta forse la prima preoccupazione per chi vive in contesti isolati
cosi i servizi territoriali e commerciali rappresentano una condizione
di vivibilità essenziale, peraltro riconosciuta e supportata dalla
stessa Unione Europea. Ed ecco che anche i 2830 Sindaci sono stati invitati
a partecipare al grande raduno dei Consigli Comunali e delle due Comunità
Montane che si terrà il 12 gennaio a Celle di San Vito, che già
chiamano la riunione degli Stati generali. Una riunione che ad avviso degli
organizzatori, vuole essere una grande sfida che trova proprio nei Sindaci
i nuovi protagonisti, i riferimenti istituzionali per avviare un significativo
cambio di tendenza e rilanciare il principio che nella competitività
territoriale non esistono aree sciaguratamente deboli, ma soltanto aree non
messe in condizioni di competere e dunque costrette a tenere sotterrati i
propri talenti. Per trasformare un problema in opportunità, impedendo
che un terzo della superficie del paese resti marginalizzato e non letto quale
opportunità di crescita economica e riequilibrio territoriale, dobbiamo
agire. Tutti insieme.
Insomma, il movimento pro-Preappennino, partito in sordina qualche mese fa,
ora assume proporzioni di interesse nazionale, soprattutto se si considera
che dai due centri studi è partita lidea di far nascere un coordinamento
nazionale che tuteli gli interessi della cosiddetta Italia minore; un coordinamento
che dovrebbe e potrebbe avere sede proprio in uno dei paesi nostri. E non
si esclude nemmeno che, allappuntamento del 12, possa intervenire Ermete
Realacci, leader di Legambiente, mentre la stessa Confcommercio nazionale
mostra estremo interesse per liniziativa.
Lello Vecchiarino
Gazzetta del Mezzogiorno giovedì 3 gennaio 2002
Stabilita la data per lincontro , rinviato causa neve, dei trenta paesi
del Subappenino
AREE INTERNE, RIUNIONE IL 12 GENNAIO
Invitati i Sindaci di Comuni Campani e molisani e le Comunità Montane
Previsto coordinamento per valorizzazione centri disagiati
Celle di San Vito Allincontro istituzionale Stai Generali
del Preappennino convocato per sabato 12 gennaio presso laula
magna delle scuole di Celle di San Vito, sono stati invitati oltre ai trenta
Sindaci, i Consigli Comunali e i due Presidenti con i rispettivi Consigli
delle due Comunità Montane, anche le Comunità Montane della
Basilicata: Vulture Melfese, Marmo Platano, Val
DAgri; le Comunità Montane della Campania: Ufita;
Alta Irpinia; Terminio Cervialto; i Sindaci dei Comuni
di Ariano Irpino, Vallata, Valle Saccarda, Scampitella, Grottaminarda, Guardia
dei Lombardi, Macedonia, Monteverde, Bisaccia, Aquilonia. Particolare attenzione
e disponibilità è stata manifestata dal Sindaco di Ariano Irpino,
Domenico Covotta, il quale ha sottolineato La straordinaria novità
dei Centri Studi impegnati a rilanciare culturalmente attraverso una meritoria
opera di promozione presso le Istituzioni e le popolazioni la questione aperta
delle aree interne. Una questione che, secondo gli organizzatori dellincontro,
non può restare isolata ai trenta Comuni del Preappennino, ma deve
diventare una questione degli Appennini Italiani. Per queste ragioni
abbiamo allargato gli inviti e avviato la costituzione di un coordinamento
delle aree interne aperto alle Istituzioni, alle forze sociali e culturali.
Un coordinamento che nascerà ufficialmente proprio a Celle di San Vito
e che vuole creare le condizioni per ottenere un grande dibattito nazionale
nel Parlamento italiano sulle aree interne di montagna. Una grande iniziativa
che mira a sensibilizzare anche le Regioni come la Puglia, la Campania, la
Basilicata, la Calabria, il Molise, lAbruzzo a fare sistema attraverso
la piena attuazione della legge 97 del 1994 sulla montagna a partire dallarticolo
19 che prevede la possibilità per le regioni di istituire fondi
speciali per incentivare nuove residenze e nuove attività imprenditoriali
nei Comuni montani. La questione aperta delle aree interne troverà
una giusta soluzione solo se i 2830 Comuni dellItalia minore destinati
secondo lo studio del Cresme allestinzione nel giro di pochi anni, riusciranno
a stare insieme e stabilire il bisogno di una vera inversione di tendenza
e di fare del piccolo, una grande risorsa per lItalia.
Il nostro obiettivo è di creare nel giro di poche settimane un grande
raccordo virtuale con tutti i Comuni dellItalia e attraverso un sito
internet appositamente preparato dare il via alla più grande iniziativa
di sensibilizzazione e di promozione dellAppennino italiano. Per queste
ragioni levento degli Stati generali del Preappennino convocato a Celle
di San Vito diventa importantissimo. I Sindaci e i Consigli Comunali e Comunitari
parteciperanno in forma ufficiale con gonfaloni e fascia tricolore per caratterizzare
la solennità dellincontro.
Da uno dei paesi più piccoli dei 2834 Comuni dellItalia
minore vogliamo lanciare un grande segnale avverte Virgilio Caivano
di attenzione e di forte impegno per salvare tradizioni, culture ed identità
che affondano le proprie radici nella notte dei tempi e che una logica perversa
dei grandi numeri vorrebbe cancellare con un colpo di spugna.
La Repubblica
NIENTE TASSE PER FARCI SOPRAVVIVERE
Sono messi così. Se uno cade per terra, ci rimane. Nel senso che la
guardia medica poveretta, ha solo disinfettante e cerotti, e il
pronto soccorso più vicino è a Foggia, cinquanta chilometri.
La scuola è un concetto surreale, metafisico: sui banchi dellelementare
siedono in tutta comodità cinque alunni cinque prima erano sette
ma due sono emigrati a Troia, Comune vicino ripartiti come segue: due
in prima, uno in seconda, uno in terza, uno in quarta (la quinta classe si
formerà solo lanno prossimo, sempre che lalunno della quarta
non faccia il somaro). Unica lingua che è dato studiare, litaliano
(già un miracolo): è un lusso, linsegnante di inglese
che la scuola, il Comune, non si possono permettere. Problemi anche più
seri sono spedire una lettera e mettere al sicuro i propri risparmi: la Posta
e la banca a Celle di San Vito, duecentosessantotto abitanti dimenticati dal
mondo in mezzo ai monti della Dauni, non esistono. Roba da riabilitare le
vecchia bottiglia di vetro ma non cè nemmeno il mare -,
e la pentola di rame da sotterrare coi danari. Il cinema è come un
asino che vola:chi lo vede alzi la mano. Per sedersi difronte al grande schermo
bisogna andare a Rocchetta S.Antonio, dove se la passano solo un po
meglio. Mica finita. I negozi che ancora non hanno chiuso, a Celle di San
Vito, stanno per farlo. Eppure nessuno sembra intenzionato a sganciare una
bomba sulle quattro anime del paesello. Né sè sparsa la
voce di calamità naturali imminenti. Desertificazione demografica la
chiamano, così. E un cancro lento, ma impietoso, che alza letà
media del paese su su fino allultimo stadio: lannientamento stesso
del piccolo Comune. Siamo rimasti alletà feudale: chi ha
i soldi se la cava, chi non li ha perde automaticamente tutti i diritti di
un cittadino. E così in almeno trenta Comuni dellAppennino
Dauno. Virgilio Caivano e Pasquale Murgante (Centri Studi Luigi
Sturzo e Terre Daune) lanciano un disperato grido daiuto
alle Istituzioni. Questa mattina, nella scuola di Celle di San Vito, hanno
chiamato a raccolta i Sindaci dei trenta paesi a rischio estinzione (avanti
così una decina spariranno nel giro di tre anni; gli altri a seguire).
Firmeranno un documento per chiedere alla Regione; allo Stato, di fermare
lecatombe dei Monti Dauni. Unidea loro ce lhanno: allentare,
e perché no toglierle del tutto?, le tasse nei malridotti paesini.
Se trasformeranno in purgatori giurassici in paradisi fiscali, dicono, la
gente verrà qui ad abitare (e a procreare). Celle di San Vito diventerebbe
San Marino. Monteleone di Puglia una piccola Montecarlo.
Paolo Berizzi
Gazzetta del Mezzogiorno sabato 12 gennaio 2002
AREE INTERNE, IL CORAGGIO DI SOPRAVVIVERE
Oggi a Celle di San Vito il raduno dei Sindaci dei Comuni emarginati
Celle di San Vito Ma è da oggi che parte questa svolta? Da qui,
da questo lembo di terra nostra dove lAppennino Dauno ha i colori della
rabbia parte la protesta? Ma verrà il nuovo Prefetto di Foggia per
poter dire al Governo centrale che i Sindaci montani scarpe grosse
e cervello fino sono stanchi di sentirsi stanchi? Verrà chi
verrà, ma resta intatta la scorza di una nuova stagione che potrebbe
aprirsi; una sorta di new deal che parte dai boschi, si nutre di troppo attese
e ha tanta voglia di sbottare. Se non sarà la solita passerella, il
solito pianto greco, il solito linguaggio burocratico e passatista, il raduno
di oggi potrà servire a qualcosa. E si, perché proprio a Celle
di San Vito si riuniscono i Sindaci della cosiddetta Italia minore; si riuniscono
insieme ai Consigli delle Comunità Montane. Allincontro è
stato invitato anche Paolo Agostinacchio, Sindaco di Foggia e Presidente del
Consiglio Nazionale dellAnci (lAssociazione dei Comuni italiani),
ma aspettano anche Segio Billè (gran patron della Confcommercio) e
Ermete Realacci (Legambiente) che nei mesi scorsi hanno commissionato e reso
noto il cosiddetto rapporto Cresme sul disagio abitativo dei piccoli paesi
che ormai tutti chiamano dellItalia minore.
In fondo al viale principale di questo paesino svuotato da secoli di promesse
e attese (si e no abitano meno di duecento persone), cè un cubo
di cemento e intonaco: lex scuola che per loccasione diventerà
oggi una sorta di aula magna. Il campo sportivo è allingresso
del magnifico bosco cellese, poche macchine in giro; il freddo non dà
tregua, la solitudine pure.
Ma oggi sarà giorno di folla, un sabato da ricordare. Il Sindaco, Michele
Schiavone, sa che il suo paesino è al centro dellattenzione,
ma è uomo che non si lascia trasportare dallenfasi. Resta coi
piedi per terra: Son finiti i tempi di quando arrivava lonorevole
di turno e si portava dietro progetti, ingegneri e muratori
Paesi come
questi sono in uno stato preagonico, e, tempo una decina danni, smetteranno
di essere vivi e vitali. Questa è lotta per la sopravvivenza
.
Nei giorni scorsi circa tremila lettere sono partite allindirizzo di
altrettanti Sindaci di piccoli Comuni a rischio estinzione, e le risposte
non si sono fatte attendere. E proprio da Celle Di San Vito, dal profondo
Sud, dal paese più piccolo della Puglia, oggi potrebbe partire una
proposta che, superando gli stretti ambitini locali, punti alla costituzione
di un coordinamento nazionale con sede in uno dei trenta paesi del
Preappennino dauno per far sentire la voce dellItalia minore.
Una iniziativa che ha trovato, almeno dalle numerose risposte ricevute,
la piena disponibilità di molti Sindaci del nord, del centro e del
sud Italia. Una risposta forte hanno scritto allOn. Realacci
che non può essere lasciata cadere nel dimenticatoio. Una grande occasione
per rilanciare il bisogno di un dibattito parlamentare sulla desertificazione
demografica e una doverosa ripresa di attenzione delle Regioni sullattuazione
della legge 97 del 1994 sulla montagna. Per tutte queste ragioni, chiediamo
la tua disponibilità a partire dallincontro di Celle Di San Vito
a svolgere una seria azione di coordinamento insieme al Presidente della cofcommercio
Sergio Billè, delle iniziative e delle azioni culturali che vogliamo
intraprendere nei prossimi giorni. A partire da un sito internet dei Comuni
dellItalia minore che vuole essere una forma permanente per sviluppare
rapporti di conoscenza e stabilire azioni di serio impegno per la crescita
equilibrata della nostra Italia. E Legambiene ci sta come pure da Roma
hanno comunicato lentusiasmo della Confcommercio nazionale. La
sua gradita presenza hanno scritto in una lettera riservata al Sindaco
di Foggia può sviluppare e far partire dalla città capoluogo
la possibilità di un Consiglio nazionale dellAnci sullItalia
del disagio abitativo e sul bisogno di una forte inversione di tendenza per
sviluppare politiche a sostegno delle famiglie e ad incentivare nuove residenze
e servizi nei Comuni delle aree interne montane depresse. E tutto
pronto. Anche le sedie hanno allineato, quelle prese in prestito da qualche
Ente vicino. Di suo Celle ci metti il piccolo è bello,
ma nessuno dice che quel ritornello abusato contiene tanta rabbia nuova e
antica che pure non ha evitato lo svuotamento del paese.
Ora il paese sta per diventare un simbolo, un punto di partenza: Celle, o
mai più.
Gazzetta del Mezzogiorno del 14 gennaio 2002
Dalla convention delle aree montane la proposta di un coordinamento nazionale
tra comuni
PAESI RIUNITI CONTRO LO SPOPOLAMENTO
Fra il pubblico la foggiana Gabriella Cristiani, premio Oscar
Celle di San Vito Il Piccolo paese è più immobile di
un soldato nella garitta e più solitario di un poeta. Laria è
fredda e sintrufola senza ritegno dentro i baveri del paltò,
sotto qualche fascia tricolore, intirizzisce i vigili che portano i gonfaloni,
si spalma sulle strette di mano, sulle gote portate a spasso in questo raduno
che storicamente non ha precedenti. Celle, primo nella graduatoria pugliese
per esiguità di abitanti e forse lultimo nella lista delle ricchezze,
vive il suo giorno di folla. Folla di Sindaci e Consiglieri Comunali; folla
di rabbia che non sconfina. Paese mite, giungla di silenzio e verde.
Le case minime di questo paese tascabile, dove la scuola elementare ha soltanto
quattro alunni, ieri sembravano giganti di pietre e intonaco, case di secoli
senza scampo, vissute e svuotate sotto la pioggia eterna degli anni che passano.
E passano gli anni, sotto questo cielo capovolto di un paese gentile e ancora
un po innevato che appartiene allanima. Celle è talmente
grande per nostalgia di bene che il suo fodero geografico gli sta stretto.
Ieri non era più il più piccolo paese della Puglia, come lha
condannato la pigrizia dei cronisti; da ieri è diventato un grande
spazio incantato da dove è partito un crudo messaggio verso la cosiddetta
Italia minore.
Ed eccoli, i Sindaci, i Consiglieri Comunali riuniti in questa grande assise
in trasferta; eccoli infreddoliti dun freddo risaputo e amico; un freddo
che cerca il calore della Storia per fare uscire dalla lunga agonia i paesi
nostri che muoiono senza colpa, arrancano tra lincredulità degli
altri che non sanno, non conoscono, non immaginano il mistero e la poesia
che hanno addosso insieme alle schegge di un amaro destino che pure fa cantare
il cuore
.
Nessuno ha idea di cosa possono aver fatto (e non fatto) gli uomini di fronte
a queste valli, a questi paesi traditi che cantavano linascoltato inno
del voler vivere, delle radici che non devono rinsecchire.
E finito il tempo
il tempo in cui il potente di turno se
ne veniva con il suo progetto di sviluppo e lingegnere fidato al seguito.
Prendere o lasciare
no non voglio giudicare, non avrebbe senso, ma il
fatto è che ci troviamo come ci troviamo
.nel letto di morte
:
Michele Schiavone Sindaco di Celle, ripete la sua rabbia, e non usa frasi
fatte, ma disegna bene il passato recente che non ha prodotto futuro.
E pensare che qui, a Celle, basterebbero 5 (cinque) posti di lavoro per vincere
la scommessa con una flebo di speranza che faccia rinascere il paese, bloccare
lesodo, rinvigorire le nascite. Ma chi lo ascolta il suo grido? Quello
stesso grido che ieri hanno cantato in coro.
E così, proprio ieri mattina, da questo spicchio di Preappennino dauno
da conoscere e apprezzare è nata lidea di allestire un coordinamento
nazionale nazionale che riunisca i circa tremila paesi dellItalia minore,
quelli, cioè, a rischio di estinzione e quelli che vivono la tragedia
dello spopolamento. I trenta Comuni della zona erano tutti rappresentati al
Convegno di Celle, e non per chiedere oboli o elemosine, come
ha sottolineato Schiavone. E cera il Sindaco di Ariano Irpino (Av),
quello di Castelluccio Val Maggiore (pensiamo alla qualità della
vita), e quello di Biccari, Giovanni Picaro che ha chiesto lavoro e
non vetrine di convegni dove si parla di turismo in posti dove i nostri
figli non vogliono più vivere. E si parla si è
parlato pure di lettere a cui il Governatore Fitto non dà risposta
(Lucilla Parisi, Sindaco di Roseto), di strade rattoppate, di corsie preferenziali
da chiedere alla Regione per i propri bisogni
insomma i soliti lamenti
che fanno da cornice ad ogni convegno. Ma quello cellese non doveva
non poteva essere un convegno come i tanti che riempiono lalbum
della Storia nostra che da queste parti si è spalmata sulle speranze
montanare che per companatico hanno grandi fette di fatalismo tutto meridionale.
In sala, confusa fra il pubblico, cera anche Gabriella Cristiani, regista
e produttrice, premio Oscar per il montaggio del film LUltimo
imperatore di Bertolucci. Ascoltava, annotava con la mente, era venuta
a cogliere sul campo scampoli di vita, fotogrammi dellanima: perché
prima o poi qualcuno deve pure raccontarlo in modo disincantato questo Preappennino
dei tempi nostri. E son tempi, questi, in cui occorre pensare anche
alle nuove professioni ha detto - lOn. Di Gioia, che è
anche Presidente della Comunità Montana dei Monti Dauni settentrionali
come quelle che provengono dal mondo della fiction e della cinematografia
in genere. Abbiamo i luoghi, le opportunità e tanti giovani che potrebbero
aspirare ai mestieri del cinema: saremmo da condannare se mostrassimo di aver
paura del nuovo. E il nuovo riguarda anche il modo di pensare: Smettiamola
con fatalismo ha ammonito lassessore regionale Roberto Rocco
qui si tratta di pensare alto e di cambiare mentalità. La Regione
sta svolgendo il suo ruolo, e devo dire che da queste parti i primi risultati
si vedono. Insomma, come dice il Sindaco di Alberona: Diamoci
una mossa.
Sotto il suo cappello a larghe falde, Gabriella Cristiani ha gli occhi illuminati
che si affidano a questa inconsapevole sfilata di nuovi e antichi lamenti:
i giovani son nati con la valigia nella culla, i vecchi annusano laria
spolverata di ricordi; ovunque è nostalgia di vita che non sia minore.
Lei, Gabriella Cristiani ha gli occhi illuminati che si affidano a questa
inconsapevole sfilata di nuovi e antichi lamenti: i giovani son nati con la
valigia nella culla, i vecchi annusano laria spolverata di ricordi;
ovunque è nostalgia di vita che non sia minore. Lei, Gabriella dellOscar,
sa che a volte è tragica la coincidenza tra lagire e il narrare,
anche per immagini; e sta girando un film su di loro, quelli del Preappennino,
un film che non ha bisogno di effetti speciali. E dai, che non siamo
allanno zero: Ci sono i Pit, i Por, e poi, una buona volta, quando
parliamo bisogna sapere di cosa parliamo e quale deve essere il nostro interlocutore,
altrimenti maciniamo aria fritta con contorno di parole: il senatore
Carmelo Morra, presidente della Comunità dei Monti Dauni Meridionali
lo dice chiaro e tondo.
In sala ci sono anche diversi segretari provinciali di partiti (Forza Italia,
An e Nuovo Psi), ma anche gente venuta a cercare di capire il perché
di tanta gente a Celle di San Vito, in un giorno che non è giorno di
festa.
Bello e invitante, il tavolo dei prodotti tipici. Ne mancava soltanto uno
tipico di questa zona: il degrado. Ma quello non si serve, lo si combatte.
Senza chiacchiere e convegni stucchevoli. Gabriella dellOscar ha il
suo nero cappello a larghe falde: sembra voler dividere la colpa e linnocenza,
senza parlare, soltanto miscelando brividi e emozioni.
Quelli che questa terra ancora sa dare: beato chi sa percepirli. Ma perché
quella donna era lì? Cè un indizio da scandagliare, e
conduce al fascino: quello dei paesi che vivono nella nostalgia del bene.
La chiamereste ancora Italia minore? Gabriella non parla, guarda, scruta:
anche le storie dellanima son fatte di fotogrammi. E come un urlo
che si fa silenzio. A Celle, paese di frontiera, dove il cielo è ancora
rovesciato.
Lello Vecchiarino
Gazzetta del Mezzogiorno del 30 gennaio 2002
Incentivi finanziari e detrazioni fiscali per attività economiche,
artigianali, scuole e famiglie
ITALIA MINORE, CE UNA LEGGE
Rocchetta S.Antonio Per i piccoli centri della cosiddetta Italia
minore importanti novità. Una proposta di legge è stata
depositata alla Camera, da ben 107 parlamentari. Il dettato legislativo n.1174
ha per oggetto: Misure per il sostegno delle attività economiche,
agricole, commerciali e artigianali, nonché la valorizzazione del patrimonio
naturale e storico-culturale per i centri con popolazione inferiore a 5mila
abitanti. Uniniziativa che verrà presentata domani, 31
gennaio alle 12 a Palazzo Dogana. Si tratta di una proposta di legge
che rappresenta una significativa risposta alle nostre istanze, - commenta
Virgilio Caivano del Centro Studi L. Sturzo. E unoccasione
che non dobbiamo sprecare. Insieme ai rappresentanti degli altri paesi a rischio
di spopolamento organizzeremo tavoli per la raccolta di firme affinché
liter di lege venga accelerato. Tante sono le iniziative contenute
nel pacchetto- legge. Incentivi finanziari e detrazioni fiscali per il recupero
di case rurali o lacquisto di terreni. Iniziative a sostegno di piccole
attività commerciali. Nuove garanzie per assicurare nei piccoli centri
i distributori di carburanti. Importanti novità nella scuola. A
Celle dove abbiamo solo cinque bambini che frequentano le scuole elementari
continua Caivano per evitare il pendolarismo si prevedono aule
attrezzate con attività scolastiche a distanza, il tutto collegandosi
con i circoli didattici più vicini. In Capitanata sono oltre
una trentina i centri che rischiano di essere dimenticati.
Gazzetta del Mezzogiorno del 3 febbraio 2002Il 6 febbraio i Sindaci dei 30
Comuni del Preappennino tornano a riunirsi a FaetoUNA PETIZIONE POPOLARE PER
LE AREE INTERNE
Obiettivo la raccolta di 50.000 firme in sostegno della proposta di legge
A marzo ad Accadia convegno nazionale di Piccoli Comuni
Passa per Faeto la terza tappa del processo di rinascita dei Piccoli
Comuni del Preappennino: dopo Accadia e gli Stati Generali di
Celle di San Vito, Faeto ospiterà mercoledì prossimo, 6 febbraio,
un nuovo incontro dei Sindaci dei trenta Comuni del Preappennino, di fatto
la prima riunione del Coordinamento dei Comuni dellItalia minore nato
alla metà di gennaio proprio a Celle.
Al centro dellincontro la proposta di legge n.1174,primo firmatario
Ermete Realacci, quella contenente Misure per il sostegno di attività
economiche, agricole, commerciali e artigianali e per la rivalutazione del
patrimonio naturale e storico culturale dei comuni con popolazione inferiore
ai 5000 abitanti. Un incontro, quello del 6, per mobilitare istituzioni
e cittadini in sostegno della legge, perché il provvedimento firmato
da 107 deputati di ogni schieramento politico, non scompaia in qualche cassetto
ma diventi legge entro lestate, per non perdere lappuntamento
con la prossima finanziaria. Le misure di sostegno della legge sono state
illustrate da Pasquale Murgante e Virgilio Caivano, presidenti dei Centri
Studi di Accadia e Rocchetta, alla presenza dei Sindaci di Faeto, Antonio
Marella, e di Candela, Savino Santarella. I Comuni saranno invitati a riunire
i rispettivi Consigli Comunali e deliberare in favore dellapprovazione
della legge, e soprattutto sarà promossa una petizione popolare per
la raccolta di 50.000 firme degli abitanti dei Monti Dauni. La
proposta di della raccolta di firme però sarà estesa a tutti
i Comuni minori italiani 5868, che potrebbero trarre beneficio dallapprovazione
della legge. La riunione servirà anche a chiedere un impegno serio
in sostegno della aree interne a tutti gli Enti, dalle Province passando per
le Comunità Montane (cui la proposta di legge affida per la prima volta
un compito preciso), fino alla Regione, che ha già gli strumenti per
facilitare la vita nelle piccole comunità ma non li adopera: Agli
esercizi commerciali spiega Caivano a mò di esempio si
potrebbero erogare servizi. Un provvedimento che permetterebbe ai piccoli
negozi di sopravvivere, e agli abitanti di usufruire di servizi.
Abitanti sempre in numero minore, nel Preappennino, stando almeno allindagine
del Cresme sul disagio insediativi. Un indagine che di fatto prevede
il pericolo di estinzione per i Comuni di Celle di San Vito. Volturara
Appula, Panni e Motta. Ma anche Celenza, Faeto, Rocchetta, Pietra Monte Corvino,
Casalnuovo e SantAgata rischiano di scomparire dalla mappa dei Comuni
dItalia. La loro agonia però sarà più lunga. Centri
come Candela ed Ascoli vivono una situazione migliore solo perché vicine
a una zona industriale, a potenziale sviluppo economico.
E in attesa che vengano resi noti i dati dellultimo censimento, che
prevede per il Preappennino un calo di popolazione intorno al 18%, il Sindaco
di Faeto snocciola le cifre del crollo di residenti nel suo Comune. Negli
ultimi dieci anni abbiamo perso 150 residenti, siamo in 850 e lanno
scorso sono nati 5 bambini. Eppure Faeto è un centro che potrebbe accogliere,
dal punto di vista abitativo, almeno 5000 persone. In estate, fra immigrati
di ritorno e turisti del villaggio San Leonardo, raggiungiamo quota 3000.
Un piacevole affollamento che dura però qualche settimana.
Stefania Labella
Gazzetta del Mezzogiorno venerdi 8 febbraio 2002
Italia Minore, il grande raduno dei Sindaci dei piccoli comuni foggiani e
della vicina Campania
DUEMILA DELIBERE PER LA LEGGE
Si farà anche una petizione popolare contro lisolamento
Faeto Non è forse il 2002 lanno della montagna? E allora
Dio benedica i montanari, mentre in un soprassalto di misticismo da convegno
il Sindaco di Faeto, Tonino Marella, cita il Vangelo, la moltiplicazione dei
pani e dei pesci, la Bibbia e le Tavole consegnate sul Sinai. Si apre così
il terzo appuntamento dei Sindaci preappenninici: ennesima tappa per scongiurare
lo spopolamento dei piccoli paesi.
Si apre in una calda sala del Rifugio immerso nel bosco faetano, mentre
gran parte dei Sindaci dei trenta Comuni interessati già si prepara
a proporre emendamenti
a una legge, firmata da 107 deputati e che reca
misure per il sostegno delle attività economiche, agricole, commerciali
e artigianali e per la valorizzazione del patrimonio culturale e storico culturale
dei Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti.
E una legge che dobbiamo sostenere, la gente ci chiede, vuol sapere;
anche i nostri parlamentari devono svolgere il proprio ruolo, spiega
Marella e invita alla coesione per una battaglia che parte da queste terre
e lontano vuole arrivare. Insomma, quasi una union sacre di Sindaci
disposti anche a marciare alla volta della capitale. Dalla provincia di Foggia,
insomma parte linvito alla mobilitazione dei Comuni, quelli piccoli,
quelli della cosiddetta Italia Minore. E allora, ecco lappuntamento
faetano, in una serata uggiosa, serve a prendere le prime decisioni:
1) preparazione di una delibera tipo da approvarsi in tutti i Consigli Comunali
interessati per appoggiare la proposta di legge presentata dai 107 deputati;
la stessa delibera sarà poi mandata ai Sindaci dei 2834 Comuni sparsi
sul suolo italico, per giungere a una sola delibera mostre da inviare al Parlamento
a supporto di quella iniziativa parlamentare; 2) raccolta di 50.000 firme,
soprattutto per coinvolgere in prima persona ogni cittadino del Preappennino;
una petizione, insomma, da inviare ai Presidenti di Camera e Senato.
La posta in gioco è importante, soprattutto perché rovescia
positivamente un rapporto che permette ai Sindaci, alla gente di caricare
quella proposta di legge di un afflato popolare che lo stesso Ermete Realacci,
primo firmatari ha mostrato di attendere dalla iniziativa dei foggiani.
Secondo Virgilio Caivano e Pasquale Murgante, i due Presidenti dei Centri
Studi che sin dal convegno di Accadia hanno suonato la sveglia su questo problema,
se tutto procederà senza intoppi, per la fine della prossima estate
la legge dovrebbe essere cosa fatta. Ci sperano un po tutti, e a dar
man forte son venuti anche alcuni Sindaci della vicina Campania: quello di
Greci, Matteo Martino, e quello di Castelfranco in Misciano, Pietro Giallonardo.
Hanno apprezzato liniziativa promettendo di volersi muovere per coinvolgere
anche gli altri Comuni del Beneventano. Certo, la legge va in alcune parti
emendata, ma per il momento bisogna creare un comitato forte (Ernesto Cicchetti,
Sindaco di Castelnuovo) che coinvolgendo tutti gli altri Comuni dItalia
acquisisca un potere contrattuale che, tra laltro, consentirà
anche di superare una buona volta il bieco campanilismo (Vito Guerriera Sindaco
di Carlantino) fatto di parole vuote e antistorici sentimenti. Abbiamo sbagliato,
per trentanni abbiamo sbagliato: dicono i Sindaci, e nellammetterlo
si mostrano impegnati a sconfiggere il piagnucolare tutto meridionale. Sarà
così? Difficile dirlo, ma un fatto è certo: occorre stringere
i tempi, avviare già la raccolta delle firme (Giovanni Schettino, Sindaco
di Celenza) e promuovere sin dora un incontro con i parlamentari che
hanno proposto quella legge, ma fare subito (Donato Dotoli, vicesindaco di
Volturino), magari mettendo in cantiere (Pasquale Marchese, assessore di Castelluccio
Val Maggiore) anche una protesta elettorale, se, i nostri parlamentari dovessero
disinteressarsi. Ma quella legge prevede trecento miliardi di lire per tre
anni. Pochi, troppo pochi: tuona Armando Calmieri, Sindaco di Casalnuovo Monterotaro.
Bisogna coinvolgere lAnci, lAssociazione dei Comuni, smetterla
con la faziosità politica, incalzare la Regione e soprattutto la Provincia
che è assente su tutto, e non fa neppure lordinaria amministrazione.
E poi, cerchiamo di essere più uniti; magari prendendo esempio dai
garganici, che i loro interessi se li sanno vedere
.
Insomma un convegno di fuoco. Come il fuoco che, durante le parole, ardeva
sotto le pentole di Peppino Gallucci, cuoco e gran patron del Rifugio Pian
de Nij. Convegno piccante, come il diavolicchio sparso sui cicatelli
al sugo di maiale che il cenacolo avrebbe consegnato ai commensali-convegnisti.
Dicono che le tavolate di montagna riescano a unire più di quanto una
bega di campanile riesca a dividere.
Frizzi e lazzi, bicchierate, ottimismo, un pensiero a quella legge che dovrebbe
portare un po di soldini e fermare lesodo dei giovani. Il problema
vero, però, è quello della mancanza di lavoro.
Da noi grazie al cielo, lo abbiamo risolto, mi dice Mari Marchitelli,
assessore di SantAgata di Puglia e amministratore della Comunità
Montana. Risolto? Come? Abbiamo un istituto professionale che funziona
a dovere, ma soprattutto i nostri giovani lavorano alla Fiat di Melfi e alla
Sofim di Foggia. Non possiamo lamentarci.
Il Sindaco di Celle di San Vito, Michele Schiavone, lo guarda con una punta
dinvidia, e ammette: Si, il lavoro, qualche fabbrichetta: tutto
il resto solo chiacchiere morte. Pensavamo al turismo, ma ora basta, io il
mio paese non voglio vederlo morire
Michele, il Sindaco di Celle, è amministratore sanguigno, veterinario
dal fisico asciutto e barba bianca; il suo paese tascabile trasuda silenzio
e poesia che prende lanima.
Celle, paese di montagna chi ispira e respira aria pulita. E lo chiamano paese
dellItalia Minore. Uno di quelli che il rapporto del Cresme prevede
si estingua nel giro di ventanni.
Ma già un anno fa, prima che i risultati di quel rapporto fossero noti,
Armando Palmieri, Sindaco casalnovese, confidò alla Gazzetta:
Ho fatto un po di calcoli, col cuore e col pensiero; ho guardato alla
mia generazione, a quella dei figli, al paese che si spopola, al fiume di
parole che ci sommerge, a ciò che non è stato e che poteva essere
Lo
dico con le lacrime nel cuore: se continua così, tempo trentanni
e questo paese sarà finito.
Per questo tuona lArmando.
Lello Vecchiarino
Gazzetta del Mezzogiorno del sabato 23 febbraio 2002
SI ALLARGA IL MOVIMENTO
E a Roma nasce un lobby di 170 parlamentari
La petizione popolare ha raggiunto quota 21 mila firme, ma entro metà
maggio contano di toccare le 50 mila, quante ne servono per aprire un dibattito
in Parlamento. Su cosa? Sulla sopravvivenza dei Piccoli Comuni, che ad Accadia
giocheranno un match importante. Sindaci, parlamentari, autorità, vip
e gente dello spettacolo chiamati a raccolta per non far morire la speranza
di vivere, ma non solo. Il movimento dei Comuni dellItalia minore, di
cui i Centri Studi Sturzo di Rocchetta S.Antonio e Terre
Daune di Accadia sono diventati straordinari motori, ha creato una lobby
in Parlamento: 170 fra senatori e deputati uniti in un intergruppo politicamente
trasversale, di cui è vice Guido Corsetto dei Ds e Presidente il Sen.
Tommazo Zanoletti, dellUdc. Ci siamo costituiti 15 giorni fa
dice Zanoletti da Roma le adesioni continuano ad arrivare e vi sono
anche nomi di prestigio, come quello di Francesco Cossiga e del sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Il primo obiettivo dellintergruppo?
La proroga dei mandati per i Sindaci, far passare cioè da due a tre
legislature consecutive Perché eventi recenti, come alluvioni
e terremoti, hanno dimostrato che il Sindaco è un punto di riferimento
sia per le popolazione sia per le istituzioni spiega il parlamentare
dare continuità al Sindaco è un modo per difendere le
esigenze dei Piccoli Comuni. Zanoletti è piemontese, una regione
che di Piccoli centri (anche borghi con 50 abitanti) ne conta 1200, poi è
stato Sindaco di Alba e tanto basta per assicurare che loro in Parlamento,
non molleranno. Già pronto il programma a breve: entro maggio confronto
con lAssociazione piccoli comuni italiani, poi con lAnci, con
un occhio ai numerosi disegni di legge già presentati.
Attivismo alle stelle anche sul fronte locale: Virgilio Caivano e Pasquale
Murgante presidenti dei due Centri Studi con don Tonino Intiso per lArchidiocesi
di Foggia-Bovino e don Tonino Mottola della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano,
hanno fatto il punto in una conferenza di quanto realizzato da dicembre ad
oggi. Tra un incontro e laltro dei rappresentanti dei 31 Comuni foggiani
e delle due Comunità Montane che hanno aderito al movimento, cè
stato il tam tam diffuso dai foggiani emigrati al Nord, dai gemellagi nel
segno della Madonna avviati dalle Diocesi. Questa rete così composita
ha consentito di mettere tante firme in calce alla petizione, ma il numero
delle adesioni è ancora più vasto. Cè Legambiente
(il contatto è stato stabilito col Presidente nazionale Ermete Realacci),
cè la Confcommercio nazionale, ma anche lUncem (Unione
nazionale Comunità montane), lAnci, vi sono 42 delibere di adesione
di vari Comuni italiani e le adesioni di un numero indeterminato di Consigli
pastorali, Perché la Chiesa hanno spiegato don Intiso
e don Mottola è vicina ai problemi della gente, soprattutto
a quelli di chi vive nei piccoli centri, mentre gli altri si concentrano soltanto
sulle città.
Anna Langone
Gazzetta del Mezzogiorno del 22 aprile 2002 PICCOLI COMUNI
Cè anche la firma di Walter Zagaria sulla petizione del Coordinamento
nazionale dei Piccoli Comuni dItalia. Walter è il figlio di Lino
Banfi ed ha accompagnato lattore pugliese nel suo viaggio dinvestitura
ad Accadia, come testimonial dei Piccoli centri che non vogliono morire. Occhialini
scuri e viso simpatico, Walter ha assistito divertito a tutti gli interventi,
non tradendo emozioni neppure quando il famoso papà lo ha indicato
al pubblico, per ricordare un drammatico e episodio della loro vita: una rapina
a mano armata subita in casa, quando Walter era ancora ragazzo.
E stata la giornata del cuore quella di Banfi ad Accadia e il suo grande
cuore, di uomo e di artista, ha conquistato tutti, smorzando anche i contrasti,
che non sono mancati. Non piagnistei, sterili polemiche, ma giuste rivendicazioni,
come quella del lavoratore in pensione che vuole avviare una nuova attività
e incappa nei legacci della burocrazia, o del Sindaco che rivendica strade
percorribili e non assassine per i propri concittadini costretti a fare i
pendolari, per lavoro, per studio, per curarsi, insomma per vivere, con Foggia.
A queste voci, finalmente forti anche se in arrivo da comunità deboli,
hanno risposto, e mai confronto fu più diretto, le Istituzioni. Il
Presidente del Consiglio Provinciale Pasquale Murgante e soprattutto lassessore
regionale agli affari generali Roberto Rocco. Pur nellestemporaneità
del dibattito, una verità è emersa: le richieste di finanziamenti
dei centri minori non marciano perché la progettazione è inadeguata.
La Regione però intende seguire i Piccoli Comuni: Presto il Presidente
Raffaele Fitto ha assicurato Ruocco verrà in questa zona,
per approntare unagenda di interventi.
a. lang.
Gazzetta del Mezzogiorno del 23 aprile 2002
Grande dibattito interregionale dei Sindaci, autorità e vip nel borgo
storico di Accadia LA PICCOLI COMUNI CONNECTION
E adesso è più vicino il dibattito in ParlamentoAccadia
Il movimento dei Piccoli Comuni ha il suo grande testimonial:
si chiama Pasquale Zagara ed è figlio dzappatur.
Così Lino Banfi si è presentato alla folla che riempiva piazza
Errico Fierro, sotto la torre dellorologio di Accadia. Attorno a lui
politici, (con quasi tutti i Sindaci della provincia di Foggia cerano
delegazioni da Piemonte, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, province di
Bari e Lecce, presente anche il Consigliere dellUfficio di Presidenza
della Camera, Teseo), desiderosi di vedere questo nuovo che avanza.
La battaglia dei Comuni minori ha finora catalizzato la formazione di una
lobby di 170 fra senatori e deputati, ha messo insieme in tuttItalia
21 mila firme per chiedere lapprovazione della legge che aiuti i centri
minori a sopravvivere. La proposta supportata dalla raccolta di firme è
la n. 1174 depositata alla Camera dai Deputati Ermete Realacci e Giuseppe
Molinari, sottoscritta da 100 deputati di ogni gruppo parlamentare.
E adesso? Ecco cosa è emerso dal summit di Acccadia, coordinato dal
collega Daniele Rotondi del Tg2.
Le cose da fare Bisogna ripartire dalla legge 97 del 94 sulla montagna
che, ha ricordato il Sen. Carmelo Morra non è decollata perché
non accompagnata da un adeguato sostegno finanziario. Adesso, ha detto lassessore
regionale agli affari generali, Roberto Ruocco, cè però
da contrattare anche con il sistema Europa, una chance mica da niente se è
vero che Paesi come Finlandia, Svezia e Spagna, anche questi a rischio spopolamento,
hanno ricevuto dallUe incentivi specifici. L?ha detto leuroparlamentare
Giovanni Procacci, ricordando il prezzo della desertificazione: 8 mila miliardi
allanno per lItalia. Tuttavia altre risorse esistono: Paolo Agostinacchio,
nella veste di Presidente del Consiglio Nazionale dellAnci, ha ricordato
che vi sono 40 milioni di euro stanziati proprio per le piccole comunità,
a patto che abbiano delle progettualità. Non a caso, nellultimo
incontro congiunto tra Anci, Upi e Uncem, si è parlato di un decalogo
di impegni cui i Comuni debbono lavorare. E Allora? Allora occorre rimboccarsi
le maniche, ma è necessario recuperare il senso della propria identità,
difendendo tutti insieme artigianato, prodotti agro-alimentari, bellezze naturali:
lo ha ricordato il Presidente del Consiglio Provinciale, Pasquale Murgante.
Le proteste Dalla platea, piuttosto variegata, di amministratori e
di cittadini, non sono mancate le polemiche, su come, ad esempio, le Regione
non aiuti i centri che hanno risposto ai Pis e ai Por. Veemente lintervento
di Lucilla Parisi, Sindaco di Roseto: ha lamentato il cappio del
cofinanziamento, impossibile per un piccolo comune. Lassessore Ruocco
ha respinto ogni accusa, indicando nellinadeguata progettazione, da
parte dei Comuni, le ragioni dellinsuccesso. Virgilio Caivano, presidente
del Centro Studi Sturzo (che con Terre Dauneha avviato
il movimento) ha sollecitato un rapido di battito in Parlamento e in Consiglio
Regionale sui temi discussi.
Anna Langone
Panorama del 9 maggio 2002
Un Oscar per Lino alla Crociata
Chi cè a guidare la crociata dei Piccoli Comuni dItalia,
che si propone di salvare i 2834 piccoli centri che rischiano di sparire per
il crollo della natalità e la forte emigrazione? Il leader è
lattore Lino Banfi che ad Accadia, paesino in provincia di Foggia, invitato
dal Presidente del Consiglio Provinciale, Pasquale Murgante, ha dato fuoco
alle polveri della sua campagna da testimonial. Faccio appello al Parlamento
e alle Regioni ha gridato e sono pronto a portare in questi luoghi
sperduti le troupe della tv. Per ora i 170 parlamentari di tutti i partiti,
fra i quali Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro, hanno aderito al movimento:
entro il 15 maggio, assicurano gli organizzatori, verranno raccolte 50 mila
firme a sostegno della proposta di legge salva comuni firmata
dai deputati della Margherita Ermete Realacci e Giuseppe Molinari.
Gazzetta del Mezzogiorno del 13 maggio 2002
Dieci Sindaci di scena oggi al Costanzo Show
Il movimento dellItalia minore sbarca a Roma per prendere parte al Maurizio
Costanzo Show. Questa sera puntata speciale dedicata ai Piccoli Comuni
dItalia che rischiano lestinzione, con una popolazione al di sotto
dei 5000 abitanti, il cui trend demografico è inesorabilmente negativo.
Ospiti del talk-schow, una trentina di Sindaci provenienti da ogni angolo
dItalia, tra i quali ci saranno anche dieci primi cittadini di altrettanti
Comuni del Preappennino dauno, oltre a Virgilio Caivano e Pasquale Murgante,
promotori delliniziativa, pronti a lanciare un appello forte allo Stato
e al Governo per intervenire in soccorso di queste realtà il cui destino
sembra ormai segnato. I Sindaci che prenderanno parte alla trasmissione sono:
Amedeo Magnotta di Rocchetta S.Antonio, Nino Santarella di Candela, Giuseppe
Marotta, di Anzano di Puglia, Michele Schiavone, di Celle di San Vito, Lucilla
Parisi di Roseto Val Fortore, Vito Guerrera di Carlantino, Ernesto Cicchetti
di Castelnuovo della Daunia e Michele Boccamazzo di Casalvecchio di Puglia.
Ognuno di loro esibirà un prodotto tipico del proprio paese.
Fra quindici giorni il Maurizio Costanzo Schow tornerà
sullargomento, ospitando altri dieci Sindaci del preappennino dauno.
Gazzetta del Mezzogiorno del 25 maggio
Chiamati a raccolta tutti i parlamentari
PICCOLI CENTRI
Nuovo raduno il 31 maggio
Candela Proseguono le attività del Movimento dei Piccoli Comuni.
Dopo lvento mediatico su Canale 5, attraverso il programma Maurizio
Costanzo schow, e su La 7, i promotori delliniziativa hanno fissato
per il prossimo 31 maggio a Candela unassemblea che vedrà riuniti
tutti i parlamentari eletti nelle Regioni meridionali. Unoccasione
spiega Virgilio Caivano, uno dei promotori del movimento e presidente
del Centro Studi Luigi Sturzo di Rocchetta S.Antonio per riflettere
ed individuare un percorso comune nelle aule parlamentari. Un cammino condiviso
con i nostri deputati meridionali, finalmente protagonisti di una grande iniziativa
politica a favore dei piccoli comuni.
Tuttavia, Caivano nutre qualche preoccupazione sulliniziativa legislativa
intrapresa da oltre cento deputati che hanno firmato una proposta di legge
che rischia di risultare anticostituzionale, poiché tratta materie
che non sono di competenza dello Stato. Le commissioni parlamentari
congiunte lavori pubblici, ambiente e bilancio afferma Caivano
nellesaminare la proposta di legge n.1174 a favore dei Piccoli Comuni
hanno registrato notevoli elementi di anticostituzionalità. Con la
modifica del Titolo V della Costituzione, alcune deleghe in materia ambientale,
sanitaria, della pubblica istruzione e dello sviluppo locale sona passate
alle Regioni. La proposta di legge a firma di Realacci e Molinari questo non
lo contempla. Per queste ragioni, pur continuando a sostenere liniziativa
legislativa, riteniamo opportuno sollecitare lintervento parlamentare
guidato dal Sen. Zanoletti. Lobiettivo è quello di trovare un
punto di equilibrio per arrivare quanto prima alla discussione in aula ed
alla votazione di una legge a sostegno dei Piccoli Comuni. Il Coordinamento
dei Piccoli Comuni dellItalia minore è nato in provincia di Foggia
precisa Caivano e vuole essere portatore di un progetto culturale
nazionale dei piccoli centri. La proposta di legge a firma è soltanto
un aspetto, sia pure importante, della nostra azione, ma non rappresenta lunica
ragione del nostro agire. Il cambio di mentalità della classe dirigente
e della politica italiana verso i Piccoli Comuni non può avvenire per
decreto o grazie ad una semplice legge. Abbiamo la necessità di una
vera rivoluzione culturale che guardi alle piccole realtà locali come
risorse e non come problemi. Nella competitività territoriale non esistono
aree deboli, ma soltanto aree non messe in condizione di competere e dunque
costrette a tenere sotterrati i propri talenti. Una grande sfida culturale
che parte dai nostri Monti Dauni che ha trovato il consenso di centinaia di
realtà italiane.
Antonio Monaco
Lincontro di Candela il vero snodo politico che porterà alla
legge sui Piccoli Comuni.
Lazione tambureggiante del Coordinamento e lazione di fine diplomazia
parlamentare portata avanti da Ermete per far condividere in maniera trasversale
la proposta di legge aveva bisogno della stoccata definitiva. Durante la discussione
molto dura, a volte aspra e polemica con una mia presa di posizione molto
forte e forse anche offensiva nei confronti degli ospiti parlamentari, ho
capito che bisognava insistere e costringere autorevoli esponenti della maggioranza
parlamentare come lOn. Italo Bocchino, responsabile del dipartimento
nazionale Enti Locali di Alleanza Nazionale, a prendere impegni seri pubblicamente.
E proprio il mio intervento duro e provocatorio fece scattare la scintilla
e lOn. Bocchino assunse pubblicamente limpegno fattivo del gruppo
di An sulla legge a favore dei Piccoli Comuni. Ricordo ancora con sofferenza
la presa di distanza nei miei confronti da parte del mio amico, Nino Santarella,
Sindaco di Candela e dirigente provinciale e oggi nazionale di An. Nino si
sentiva offeso, ferito per il mio comportamento ma era necessario per raggiungere
lobiettivo di una grande intesa parlamentare. Un lavoro egregio che
lui stesso poi ha concretizzato nei mesi seguenti grazie al suo incarico nazionale
di responsabile del dipartimento Piccoli Comuni del Mezzogiorno.
Sono certo che se oggi abbiamo ottenuto la legge, gran parte del merito va
ascritto al grande summit di Candela e a quella discussione dura, ma franca
e seria. Una discussione necessaria quando si devono difendere valori, ideali
irrinunciabili come la salvaguardia e la valorizzazione delle nostre piccole
realtà locali. Il buon Pasquale Murgante nella sua mitezza ebbe a dire
dobbiamo andare avanti. Adesso più che mai per il bene dei nostri
paesi e della nostra gente. I Sindaci sono con noi e questo dibattito ha messo
in evidenza tutta la voglia del nostro Mezzogiorno di raggiungere un grande
traguardo. Alla fine, sulla scorta di questo grande risultato sono certo
che anche Nino può dirsi felice. Dopotutto il suo piccoli
comune è stato crocevia determinante di un grande evento per i Piccoli
Comuni italiani.
Sette
Settimanale del Corriere della Sera del 25.02.2003PADRE PIO,PROTEGGI
I PAESINI.
E la proposta che viene dal Coordinamento dei Piccoli comuni nostrani.
Che sperano nellascendente del Santo, e non solo per la sua popolarità:
a Pietrelcina, infatti
Dopo aver avuto lappoggio di Legambiente, Sette e Maurizio Costanzi
Show, i piccoli comuni italiani adesso puntano in alto e cercano la protezione
di un Santo. Abbiamo deciso di chiedere che san Pio diventi il nostro
protettore, spiega Virgilio Caivano (sotto) membro del Coordinamento
nazionale dei piccoli comuni italiani, perché pensiamo che possa
essere sensibile alle nostre esigenze e capire meglio da lassù, la
nostra situazione e le nostre difficoltà, visto che anche lui nacque
in un piccolo comune, Pietrelcina. Sono in molti a pensare che questi piccoli
borghi siano solo un ammasso di pietre. Ma quando era in vita Padre Pio da
un ammasso di pietre è riuscito a ricavare la Casa sollievo della sofferenza,
uno degli ospedali più avanzati dEuropa, e sicuramente anche
per le nostre pietre potrà fare tanto. Ma cosa avete fatto per
ottenere questa protezione? Abbiamo appena inviato la richiesta alla
Cei e informalmente ci hanno fatto capire di essere ben disposti ad accoglierla;
Antonio Calitri