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CHIUDIAMO LE ISTITUZIONI INUTILI
La straordinarietà di questo tempo e soprattutto il bisogno di Istituzioni sempre più vicine ai cittadini portano il Coordinamento Nazionale dei piccoli comuni italiani ad avviare una campagna nazionale di sensibilizzazione per un vero snellimento delle istituzioni italiane. A tal proposito il Coordinamento propone una seria riflessione politica sulla necessità di arrivare in tempi brevi alla chiusura di Enti inutili come le Province, le Comunità Montane, i Consorzi di ogni ordine e grado (bonifica, rurali, ecc.), ormai inutili carrozzoni che tendono a far allargare a dismisura la spesa pubblica arrecando un danno enorme ai cittadini del domani che si ritroveranno con un debito pubblico procapite spaventoso. Sosteniamo inoltre la necessità di taglio reale del numero dei Consiglieri Regionali e dei Parlametari per arrivare ad una rappresentanza qualificata e soprattutto realmente in grado di risolvere le grandi questioni che attengono alla vita delle persone. L'impegno del Coordinamento è per la costruzione di una democrazia che ha nei Comuni, nelle autonomie locali, nelle Regioni, nel Parlamento e nel Goiverno i punti cardine efficaci ed efficienti. La riforama denominata devolution, conseguenza automatica della devastante riforma del Titolo V della Costituzione rende parimerito ai due poli nell'aver scardinato la Carta Costituzionale, autentico simbolo del nostro Paese. Ancora una volta la sinistra italiana sta dando prova di un utilizzo delle istituzioni, molto di parte come dimostra l'innalzamentio verso l'alto della spesa pubblica. Non è un caso l'enorme crescita della spesa pubblica nelle Regioni, soprattutto quelle meridionali dove ogni Governatore si ritiene in dovere di fare tutto ed il contrario di tutto, assumendo con arroganza compiti e ruoili che attengono ad altre istituzioni di livello superiore. Occorre quindi un dibattito serio in grado di realizzare riforme coerenti e soprattutto tese ad elimiare sprechi inutili a vantaggio dei servizi costituzionalmente garantiti che proprio i Comuni, il primo livello dello Stato ed il vero punto di contatto con i cittadini, con queste riforme sarebbero in grado di offrire senza problemi. In sostanza lanciamo una campagna di sensibilizzazione per uno Stato più leggero che si basa soprattutto sulle Autonomie locali la vera identità, la storia e la radice del Paese. Il Coordinamento nazionale dei piccoli comuni italiani sosterrà in pieno ogni iniziativa tesa a realizzare una legge di iniziativa popolare che si preffige lo scopo di snellire le istituzioni e chiudere quei carrozzoni vuoti utili solo a creare poltrone e far sopravvivere un sitema parassitario che si alimenta nella spesa pubblica a danno dello sviluppo e del futuro dei giovani.
Un ESEMPIO
Lettera aperta a Ciampi, Berlusconi, Casini, Pera e Petruccioli
La Capitanata: esempio nazionale di spreco di risorse pubbliche.
Esempio nazionale di spreco delle risorse pubbliche è la Capitanata in Puglia. Qui, infatti, abbiamo: lEnte Provincia, tre Comunità Montane (Monti Dauni Meridionali Monti Dauni Settentrionali Gargano), tre Ausl Sanitarie, un Consorzio di Bonifica, un Consorzio Gargano, un Consorzio Agrario Provinciale (commissariato da sempre), un Parco Nazionale (Gargano), una miriade di Patti (Patto Verde Patto di Foggia Prospettive Sub-Appennino), Ente Fiera, GAL (Gruppi di Azione Locale) e tutta una serie di appendici fastidiose istituzionalizzate come Enti per la cultura, sport e turismo e spettacolo e chi più ne ha ne metta. Tutte queste sigle costano alla collettività milioni di euro allanno solo per la gestione politico-amministrativa, con il solo risultato finale che la Capitanata (Provincia di Foggia) risulta essere da sempre nelle classifiche sulla qualità delle Province italiane, realizzare da grandi e autorevoli riviste specializzate, al novantesimo posto su cento, con gli indicatori della qualità inesorabilmente voltati sempre verso il basso. Una realtà territoriale da terzo mondo, con un sistema della viabilità vergognoso, con punte di criminalità da record, una disoccupazione che ha sfondato il tetto massimo possibile (oltre il 45% della popolazione totale), flussi migratori che hanno superato le percentuali storiche degli anni cinquanta e una qualità della vita complessiva al di sotto degli standard minimi dei Paesi in via di sviluppo. Questo è il prodotto finale di una miriade di Enti e Istituzioni pubbliche cha hanno il solo scopo di garantire le necessità di poltrone di quella politica che si alimenta attraverso le risorse pubbliche ed indebolisce ogni speranza di riscatto e di futuro per le nuove generazioni. Una terra dove linternet veloce è una chimera, dove la burocrazia vive condizioni armene, inconsapevole delle nuove tecnologie e completamente abbandonata a se stessa. Una condizione che estesa al resto del Paese (perché ovunque è purtroppo così in linea di massima) fa dellItalia il fanalino di coda dellEuropa e cosa ancora più grave, fa del Mezzogiorno la punta di diamante dei Paesi del quarto mondo. A questo punto una riflessione della classe politica a tutti i livelli è doverosa. Che senso ha continuare a tenere in vita questi autentici carrozzoni e dover poi registrare vergognosamente le difficoltà delle forze di polizia che non hanno risorse sufficienti nemmeno per il carburante o addirittura per la semplice carta e non essere quindi nella condizione di poter svolgere il proprio dovere quotidiano? O, cosa ancora più grave per i Piccoli Comuni, lassenza di una guardia medica, di un pronto soccorso o di una misera ambulanza attrezzata. Ad un Consiglio Comunitario (Comunità Montane) inutile e dannoso (una giunta comunitaria composta da dieci assessori costa diecimila euro al mese) è preferibile la presenza del medico pediatra; ad un Consiglio di Amministrazione del nulla è preferibile avere lAssistenza domiciliare agli anziani. Sono queste le ragioni che portano il Coordinamento nazionale dei piccoli Comuni italiani ad avviare sullintero territorio nazionale una campagna di sensibilizzazione presso la pubblica opinione per mettere fine allingiusto spreco di risorse pubbliche. Una campagna che vuole tra laltro costringere le Regioni ad operare un forte ridimensionamento del numero dei Consiglieri Regionali, delle auto blu, dei collaboratori familiari e soprattutto un taglio netto degli stipendi doro, percepiti dalla pubblica opinione come una grande offesa alla povertà ed ai meno abbienti, altro che i miseri tagli del dieci per cento attuati da qualche Consiglio Regionale. Una potente azione di ritrovata etica della politica che deve incontrare anche la disponibilità reale del Parlamento italiano ad un ridimensionamento concreto nei numeri e nel costo di gestione dellattività parlamentare. Tutto questo lo dobbiamo alle nuove generazioni che rischiano inconsapevolmente di trovarsi in un mare di debiti e soprattutto di non avere nessuna possibilità di futuro. Perché questa è la drammatica e reale situazione in cui si trova lItalia nonostante la politica italiana tenti disperatamente di occultare il tutto come spesso siamo costretti a subire guardando alcune trasmissioni televisive come Porta a Porta o Matrix. Diventa quindi strategico e determinante il ruolo del servizio pubblico, della RAI, che incontra le legittime attese della gente ed avvia una chiara azione di comunicazione corretta e seria su temi di così grande evidenza popolare.
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